La vera storia della scoperta del DNA: gli studi di Rosalind Franklin

Rosalind Franklin fu una scienziata britannica vissuta nella prima metà del Novecento, che diede presto prova di possedere un innato talento e un elevato potenziale intellettivo di impronta scientifica. Ostacolata dal padre nella realizzazione dei suoi progetti, estremamente inusuali per un’epoca che impediva alle donne di avere una degna istruzione, non demorse.

All’età di ventisei anni aveva già completato il dottorato di ricerca e pubblicato ben cinque articoli che apportarono un forte contributo alle future conquiste scientifiche. I suoi studi, coadiuvati dal ricercatore Wilkins, si concentravano soprattutto sulla funzione e la struttura del DNA. Per i suoi esperimenti impiegò, ingegnosamente, i raggi X.

La vita in Università per Rosalind non era affatto facile, poiché la forte disparità fra i sessi la relegava ai margini di quella realtà, non consentendole di confrontarsi con nessuno dei suoi colleghi uomini. Dal canto suo, tuttavia, la Franklin non se ne dispiaceva poi così tanto, in quanto preferiva stare alla larga da loro, che considerava “esseri repellenti” e di scarso intelletto.

In uno dei suoi esperimenti sistemò dei campioni di DNA in fasci sottilissimi e li analizzò con i raggi X. Scoprì che il DNA aveva una forma elicoidale (una sorta di scala a chiocciola), con all’esterno una molecola di fosfato che funge da impalcatura, ma non propose alcun modello.

Nel 1951 uno scienziato, J. Watson, partecipò ad un convegno tenuto dalla Franklin e, insieme a F. Crick, decise di produrre un modellino a tre eliche. Dopo averlo spedito alla scienziata, capirono che il modellino era totalmente inadeguato. Grazie però alla foto dei raggi del DNA, fornita da Wilkins, che tradì la collega Rosalind, i due riuscirono a costruire un modellino corretto del DNA, che permise loro di ricevere, dopo la morte della donna, il premio Nobel.

I due scienziati riconobbero, tuttavia, l’essenziale merito del lavoro della Franklin, la quale rimane in maniera inoppugnabile, colei che ha fornito la chiave vincente di una scoperta che avrebbe cambiato il volto della scienza.

 

Di Cara Federica III A

Liceo scientifico- opzione scienze applicate- “Empedocle” (Me)

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