Carlo Magno

È stato un grande uomo: Re dei Franchi, Re dei Longobardi e Imperatore del Sacro Romano Impero.

Primogenito di Pipino detto il Breve e di Bertrada di Laon, è nato il 2 aprile del 742. Dopo aver condiviso per alcuni anni il regno col fratello Carlomanno, nel 771 ha assunto il potere su tutti i territori che il padre aveva unificato sotto un unico dominio.

Il suo successo nel fondare l’Impero si spiega tenendo conto di alcuni processi storici e sociali in corso da diverso tempo: nei decenni precedenti l’ascesa di Carlo, le migrazioni dei popoli Germanici orientali e degli Slavi si erano fermate quasi del tutto; a occidente era finita la forza espansionistica degli Arabi, grazie alle battaglie combattute da Carlo Martello; inoltre a causa di rivalità personali e contrasti religiosi la Spagna musulmana era divisa da lotte intestine.

L’impero resistette fin quando fu in vita il figlio di Carlo, Ludovico il Pio: fu poi diviso fra i suoi tre eredi, ma la portata delle sue riforme e la sua valenza sacrale influenzarono radicalmente tutta la vita e la politica del continente europeo nei secoli successivi.

Sposato con Ermengarda ha avuto tre figli: Carlo, Pipino e Ludovico il Pio.

Carlo Magno aveva in età matura, folti capelli bianchi e occhi molto grandi e vivaci. Era alto e piuttosto corpulento (gli piaceva moltissimo mangiare una quantità impressionante di varie carni). Amava cacciare e cavalcare, apprezzava i bagni di vapore delle acque termali e si teneva in allenamento con frequenti nuotate: “invitava ai bagni non solo i figli, ma anche i nobili e gli amici, e talvolta anche la folla del suo seguito e delle guardie del corpo, tanto che non di rado si bagnavano insieme a lui cento uomini e più.”

Carlo era molto orgoglioso di essere un franco: portava biancheria di lino, brache, una camicia e una corta tunica. D’inverno si copriva con un farsetto di pelli di lontra o di martora. Solo durante le cerimonie ufficiali e in circostanze eccezionali metteva la corona e si vestiva come gli imperatori romani. Negli altri giorni il suo modo di vestire era simile a quello comune del suo popolo.

Nel 776 Carlo Magno ha imposto in Italia il sistema feudale franco con l’introduzione delle contee e delle marche in sostituzione dei ducati longobardi. Ancora sollecitato dal papato, Carlo è sceso in Italia una terza volta nel 780 per riaffermare il suo potere: nel 781 ha creato il regno d’Italia affidandolo a uno dei suoi figli.

Ha combattuto contro i Bizantini, gli Arabi in Spagna, i Sassoni, gli Avari, gli Slavi e i Danesi allargando i confini del suo regno.

E’ stato il giorno di Natale dell’anno 800 che veniva incoronato imperatore a Roma dal papa Leone III. Rinasceva così l’Impero, il Sacro Romano Impero d’Occidente. A differenza di quello antico questo era molto più piccolo, i sudditi erano tutti cattolici e il suo centro non era più a Roma ma assai più a nord, ad Aquisgrana (oggi Aachen, in Germania), la sede preferita da Carlo Magno. Inoltre il titolo di imperatore era diventato un titolo legato alla Chiesa perché, da quel momento in poi, per diventare imperatore sarebbe sempre stata indispensabile la consacrazione papale.

Carlo è stato un grande capo militare; ha trascorso tutto il periodo del suo lungo regno in guerra. Ha combattuto vittoriosamente per circa trent’anni (dal 772 al 804).

Convinto che suo dovere fosse imporre dovunque la religione cattolica con conversioni in massa dei popoli vinti, la impose in maniera spietata e chi non si convertiva veniva decapitato.

Ha messo ordine anche nelle leggi. Nelle riunioni generali, chiamate placiti, emise molte ordinanze per portare ordine nel suo impero e fare in modo che ci fossero norme valide per tutti: vengono chiamate capitolari (dal latino capitulum= capitolo) perché queste disposizioni – molto minuziose – erano divise in capitoli.

Ha organizzato una struttura di funzionari statali (laici ed ecclesiastici) con l’obiettivo di amministrare i territori che avevano comunque mantenuto istituzioni e caratteristiche diverse. Il governo era centralizzato e si poneva lo scopo di mantenere la pace, proteggere i deboli, bloccare ogni rigurgito di violenza.

Inoltre ha diffuso la cultura, creando scuole e sviluppando l’arte e la letteratura.

Un grande sforzo di Carlo Magno e dei suoi consiglieri è stato anche quello di avere sacerdoti più istruiti, migliorando il livello delle scuole che si trovavano presso le abbazie e le cattedrali: qui studiavano i futuri monaci o i futuri preti e, in minor numero, anche i figli di dignitari e potenti, destinati a ricoprire in futuro importanti cariche nella vita civile.

Carlo Magno parlava il teotisco, che assomigliava al tedesco; conosceva benissimo il latino, che parlava perfettamente, e capiva anche il greco. Ma non sapeva scrivere! Cercò di imparare: “ teneva a letto, sotto i guanciali, tavole e fogli di pergamena per abituare la mano, quando aveva tempo libero, a tracciare le lettere, ma intraprese questa fatica troppo tardi e ne ricavò poco”. Mentre noi impariamo a leggere e a scrivere nello stesso tempo, nel Medioevo le due operazioni erano disgiunte. Fino al XII secolo non ci fu a disposizione la carta, ma solo la costosa pergamena. I laici, perciò, avevano molte più occasioni di leggere che di scrivere.

Da Carlo Magno prese il nome la dinastia carolingia. Col Trattato di Verdun nel 843, i suoi eredi si spartirono l’impero all’incirca in tre parti: Italia, Francia e Germania. L’ultimo carolingio fu Ludovico V, morto nel 987. Dopo di lui iniziò la dinastia capetingia, che doveva giungere fino alla Rivoluzione francese (1783, anno della morte di Luigi XVI) e poi ancora riprendere dal 1814 al 1848.

Dopo aver provveduto a garantire la successione incoronando imperatore il figlio Lodovico, si ritirò ad Aquisgrana dedicandosi allo studio e alla preghiera sino alla morte avvenuta il 28 gennaio 814.

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