Al Majorana, il monitoraggio civico del C.E.R.I.S.I.

Open Data, Monitoraggio Civico e Trasparenza.

Sono stati questi i temi affrontati nel corso della mattinata di ieri al Majorana di Milazzo, dove, nell’ambito della “Settimana dell’Amministrazione Aperta”, è stato presentato il monitoraggio dell’importante laboratorio C.E.R.I.S.I. (Centro di eccellenza Ricerca e Innovazione Strutture ed Infrastrutture di grandi dimensioni) dell’Università di Messina, una costellazione di laboratori, suddivisi in diverse aree, in cui si realizzano la pianificazione e l’esecuzione di prove speciali nell’ambito dell’ingegneria strutturale e sismica, realizzato a seguito di un finanziamento pubblico di oltre 21 milioni di euro.

La scuola, che nel corso del 2017 si è aggiudicata l’importante premio “OpenGOV Champion” per il settore OpenData e Trasparenza, è al suo secondo monitoraggio, dopo quello condotto su STITAM lo scorso anno.

Autorevoli i relatori che si sono alternati nel corso della mattinata e che, con i loro interventi, hanno contribuito a dare ancora più valore al convegno.

Oltre il primo cittadino di Milazzo, avv. G. Formica, presente tutto il team dirigenziale del C.E.R.I.S.I: il Direttore Prof. Guglielmino; il responsabile dell’Area “Scienza e Tecnica delle Costruzioni”, Prof. Ricciardi; il Prof. Cascone, responsabile dell’Area Geotecnica; il responsabile dell’Area “Scienze della Terra”, Prof. Randazzo; il Prof. Crupi, responsabile dell’Area “Ingegneria Naval-Meccanica” e l’ing. Valeria Bandini, tecnico di laboratorio, mentre per Rete Civica e Infrastrutture, l’ing. Nino Musca.

All’incontro dovevano presenziare anche gli assessori regionali On. Roberto Lagalla (Istruzione e Formazione Professionale) e On. Marco Falcone (Assessore Infrastrutture e Territorio), impediti dalla convocazione urgente della Giunta Regionale.

Ad aprire i lavori, il dirigente Stello Vadalà, che ringraziando tutti gli intervenuti, ha condiviso la viva soddisfazione di rappresentare una scuola che, nell’ambito del monitoraggio civico, lo scorso anno ha ottenuto ben due premi nazionali. Sono orgoglioso dei miei studenti – ha affermato – che contribuiscono, insieme ai professori e al personale tutto, a tenere alto il nome del Majorana.

È stata quindi la volta del primo cittadino di Milazzo, avv. G. Formica, il quale, complimentandosi per l’iniziativa, ha ribadito che nessuna pubblica amministrazione può esimersi dall’essere trasparente. Senza trasparenza, ha continuato il Sindaco, non vi è possibilità alcuna di essere vicini ai cittadini. È loro diritto informarsi sul funzionamento della “macchina pubblica” ed è dovere di tutte le amministrazioni di fornire dati chiari, comprensibili e aperti.

Gli esperti del C.E.R.I.S.I., ognuno con il proprio contributo, hanno spiegato agli studenti e a tutti coloro che a vario titolo sono intervenuti, la nascita, lo scopo e le attività svolte dall’importante laboratorio messinese, il quale è dotato di un Simulatore sismico per applicazioni geotecniche unico in Europa e secondo nel mondo, dopo quello della California. Un vero fiore all’occhiello che, in un territorio ad alto rischio sismico come il nostro, permette di capire come l’onda sismica si propaga all’interno del terreno e il relativo effetto della propagazione sulla struttura che si intende studiare.

Importante anche il contributo dell’ing. Valeria Bandini, la quale ha relazionato sul collegato progetto formativo del C.E.R.I.S.I., una fase obbligatoria prevista dal PON, che ha permesso a tanti giovani laureati di specializzarsi sull’uso delle attrezzature presenti nella sede di Messina e di poterne vedere il funzionamento anche presso altri laboratori realizzati in diverse parti del mondo.

La parola è quindi passata alla prof.ssa Lucia Scolaro, referente del progetto “A Scuola di Open Coesione” e moderatrice dell’incontro, la quale è andata al cuore del monitoraggio relazionando sull’aspetto economico e sulle ricadute del progetto sul territorio. È compito di un buon monitoraggio civico – ha affermato – quello di mettere in luce i pro e i contro di tutti gli interventi fatti con soldi pubblici e, per tale ragione, la scuola ha realizzato anche un sondaggio, online e anonimo, che ha fornito dati importanti sulla percezione e la conoscenza che i cittadini hanno degli OpenData, delle politiche di Open Government e, nella fattispecie, del progetto C.E.R.I.S.I.

Perché, ha chiesto la professoressa, un’opera così importante, un’eccellenza nel mondo, nata nel e per il territorio siciliano, costata ben 21 milioni di euro, deve lavorare con commesse che vengono da altri paesi? Dov’è, ha proseguito, la criticità che impedisce ai cittadini siciliani, e più in generale italiani, di godere di queste strutture all’avanguardia?

A rispondere al quesito, con un intervento conclusivo, l’ing. Musca, di Rete Civica per le Infrastrutture, il quale è stato molto chiaro: per certi versi, siamo rimasti al 1938! Mentre nel resto del mondo, o anche solo nel nord del nostro paese, si parla di alta velocità, autostrade, aeroporti e ponti, noi – ha affermato – ancora viaggiamo su una rete ferroviaria che è quella dei nostri nonni. Il C.E.R.I.S.I., ha continuato, è la dimostrazione che in Sicilia ci sono delle eccellenze mondiali, ma devono contare su una sopravvivenza che dipende dal rapporto con paesi stranieri, perché non abbiamo le grandi infrastrutture per le quali, ad esempio, il C.E.R.I.S.I. è nato. Appare chiaro, quindi, che le politiche di coesione non possono trovare attuazione e non possono avere le ricadute sperate sul territorio se, su quel territorio, non possono essere sperimentate. Voi non siete il futuro ha concluso, rivolgendosi alla platea di studenti; voi siete il presente e, come tale, dovete chiedere adesso ciò che vi spetta. Come diceva Mark Twain,” tra vent’anni sarai più dispiaciuto per le cose che non hai fatto che per quelle che hai fatto. Quindi sciogli gli ormeggi, naviga lontano dal porto sicuro. Cattura i venti dell’opportunità nelle tue vele. Esplora. Sogna. Scopri”.

Ed è proprio agganciandosi a questo augurio che la prof.ssa Anna Maria Miroddi ha chiuso i lavori della giornata, ringraziando in particolare gli studenti della IIIA CH e IIIA BS, i quali sono quelli fattivamente impegnati nel monitoraggio, gli studenti tutti del Majorana e tutti gli intervenuti, rinnovando l’intenzione della scuola di continuare la collaborazione con l’ateneo messinese e con i responsabili del C.E.R.I.S.I.

Al convegno sono stati prodotti i lavori dello studente Fabrizio Mastroeni (Gli strumenti delle politiche di coesione) e delle studentesse Giada Quattrocchi e Mariangela Ruggeri (Il deserto delle infrastrutture: monitorando ciò che non c’è).

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