APPROVARE IL BIOTESTAMENTO IN ITALIA

In questi giorni sono venuto a conoscenza di una proposta di legge riguardante il biotestamento. I pareri sono contrastanti.

Io ancora non ho un’idea ben precisa.

Tra i contrari ci sono molti cattolici i quali ritengono che solo la volontà di Dio potrà stabilire quando ognuno di noi dovrà morire: infatti -secondo la religione cattolica- Dio ha per ognuno di noi un disegno divino che comprende anche momenti e situazioni di sofferenza, motivo per cui dobbiamo accettarla come una prova cui la Vita ci mette davanti. Ci sono anche persone contrarie non soltanto per questioni religiose, ma perché si preoccupano che venga posta fine alla propria vita anche quando ancora c’è qualche speranza.

Chi è favorevole, invece, pensa che ognuno abbia diritto di scegliere se vivere in uno stato vegetativo (o nella condizione di malato terminale) oppure, porre fine alle proprie sofferenze anziché prolungarle senza comunque cambiare il proprio destino.

Secondo la normativa vigente i medici sono obbligati a continuare a mantenere in vita con tutti i mezzi possibili ogni malato, a prescindere dalla gravità della malattia e dalle condizioni psico-fisiche dello stesso.

Negli ultimi anni ci sono stati, in proposito, casi molto discussi nel nostro Paese; poco tempo fa, ad esempio, si è molto discusso della vicenda di dj Fabo, costretto a vivere – in seguito ad un grave incidente-  completamente paralizzato pur essendo perfettamente lucido e raziocinante; egli non sopportava di vivere in quelle condizioni, e, proprio a causa di una legge italiana sul fine vita, è stato costretto a farsi portare in Svizzera per poter porre fine alle sue sofferenze.

Un altro caso di cui si è parlato tanto è quello di Eluana Englaro, una ragazza che a seguito di un incidente stradale restò in coma per 17 anni. I genitori dovettero affrontare una lunga e difficile battaglia legale per poter ottenere l’interruzione dell’alimentazione artificiale. La legge sul biotestamento fosse già stata in vigore si sarebbe risparmiata loro questa ulteriore e straziante sofferenza.

La mia speranza di ragazzo di tredici anni è che il governo riesca ad emanare una legge chiara che permetta a tutti gli italiani di scegliere consapevolmente e coscientemente.

Simone Pistone

3 C secondaria I grado

I.C. San Francesco di Paola

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