Non più piccoli e non ancora grandi

Genitori e figli protagonisti di un conflitto antico quanto attuale.

L’adolescenza è uno dei periodi più difficili della vita di un individuo. È un’età di profondi cambiamenti in cui si sente la necessità di trovare la propria identità. In questa fase della crescita si è a metà strada tra infanzia e vita adulta in un succedersi di insicurezze, inquietudini e ribellioni.

Il rapporto con la famiglia inevitabilmente si fa più ostile e conflittuale perché ci si trova di colpo a desiderare sempre più l’indipendenza.

È indubbio che i genitori abbiano il diritto ed il dovere di controllare, vigilare sulle scelte, sui comportamenti dei figli per proteggerli, per evitare loro sofferenze e avviarli verso un futuro sicuro e tranquillo. Molte delle regole e dei divieti, infatti nascono dalla necessità di metterli in guardia dai pericoli della società odierna.

Quelle che possono apparire come proibizioni, limitazioni sono in verità gli strumenti di cui i genitori si avvalgono per orientare i propri figli verso determinati valori, per indurli ad impegnarsi ad ottenere quello che vogliono, ad imparare ad accontentarsi di quello che sono o di quello che possiedono senza diventare vittime di un’insoddisfazione che poi può esplodere in gesti estremi.

Oggi non è raro il caso di genitori assenti, che impegnati con il lavoro o altri affari delegano ai nonni, agli zii, agli insegnanti privati i loro compiti, cercando di colmare le lacune che hanno come genitori e come educatori accondiscendendo a delle pretese che negli anni passati sarebbero state impensabili ed improponibili. Dalle uscite serali iniziate ad un’età alquanto prematura, alla pretesa del cellulare di ultima generazione o dell’indumento più alla moda.

Di contro esiste una categoria di genitori esageratamente severi, opprimenti che soffocano ogni desiderio di libertà, poco disposti al colloquio.

Genitori troppo assillanti, che non permettono ai ragazzi di fare le proprie esperienze e di sbagliare o che non sono mai presenti e quindi si preoccupano troppo o per niente del proprio figlio, possono generare in quest’ultimo un desiderio di evasione, allontanamento, inducendolo a cercare nei coetanei altri soggetti per il dialogo ed il confronto sulle questioni della scuola, sugli sport, sulle storie d’amore, sulle bravate che lo fanno sentire grande.

Crescere un adolescente non è cosa facile. Probabilmente è lo scoglio più grande da affrontare per un genitore che deve essere particolarmente attento a mantenere un giusto equilibrio, rispettando il bisogno di privacy che emerge nei ragazzi senza imporre una presenza oppressiva.

Da qui l’importanza secondo me di riuscire ad instaurare con i figli un dialogo sano fin da bambini, di mostrarsi sempre interessati alle loro problematiche, serie o banali che siano, in modo da farli sentire liberi di parlare senza timori, di aprirsi e di confidarsi senza remore, con la certezza di trovarsi dinanzi a dei bravi consiglieri, a dei “maestri di vita” capaci di guidarli e sostenerli lungo il difficile percorso della vita.

 

Giulia Frazzica Classe IIIA Istituto Comprensivo 2“S. D’acquisto”

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