Progetto CISAS: salvaguardia dell’ambiente e prevenzione nella Valle del Mela.

Un nuovo progetto di studio sull’ambiente e sull’inquinamento nella Valle del Mela è stato presentato al Teatro Trifiletti lo scorso 11 ottobre.

Il progetto prende il nome di CISAS (Centro Internazionale di Studi avanzati su Ambiente ed impatti su ecosistema e Salute umana), presentato da Mario Sprovieri dell’Istituto per l’ambiente marino costiero, nel convegno “Ambiente e salute nella Valle del Mela: Una relazione da conoscere”. Al tavolo dei lavori altri nomi prestigiosi nell’ambito dello studio e della ricerca medica e ambientale: Angela Cuttitta, Francesco Squadrito, Andrea De Gaetano, Liliana Cori. I saluti istituzionali sono stati affidati al sindaco mamertino Giovanni Formica.

Il CISAS, supportato anche dal Cnr, dal Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, dalla Regione Sicilia e Calabria, si occupa di studiare i processi di rapporto causa-effetto, meccanica di trasferimento di contaminanti convenzionali ed emergenti, dall’ambiente all’ecosistema e l’uomo.

L’IAMC-CNR, ovvero l’Istituto per l’ambiente marino costiero, insieme all’Istituto di fisiologia clinica effettueranno studi sull’ambiente marino per risolvere gli effetti, volontari e non, dell’attività dell’uomo nell’ambito ecologico e tossicologico, usando dei pesci chiamati Zebrafish che possiedono caratteristiche simili a quelle umane.

Infatti questo pesce si è rivelato molto utile per lo studio su vari organi, tra i quali la tiroide, a contatto con sostanze inquinanti. Oltre a questi pesci sono state selezionate altre specie delle quali si dovrà studiare l’alterazione dell’espressione genica, associate al defensoma chimico.

Sistemi innovativi di sorveglianza epidemiologica saranno dati dalla conoscenza dei risultati nei test su territori di Bonifica (Augusta, Milazzo e Crotone), che studieranno l’associazione tra contaminanti ambientali e condizioni di salute.

L’IFC-CNR studierà invece le problematiche dovute alle disfunzioni tiroidee: saranno reclutati dei volontari sani da seguire per rilevare le patologie della tiroide. Esistono infatti, tra gli inquinanti, delle strutture molecolari simili agli ormoni tiroidei, che possono influenzare il corretto funzionamento della tiroide.

Il progetto CISAS permetterà inoltre il sondaggio all’interno di una coorte di madri e bambini sin dalla nascita, valutando così gli effetti sulla salute durante la crescita del bambino e l’esposizione ai contaminanti ambientali.

Per l’appunto, alcuni metalli pesanti riescono ad attraversare la placenta ed arrivare al feto con il rischio di gravi problemi; con il tempo, grazie allo studio di queste coorti, si potrà arrivare ad identificare fattori di patologia e possibili cure.

Queste coorti sono legate al resto dell’Italia e dell’Europa, che seguiranno in contemporanea il percorso di ricerca.

Non potevano mancare quindi gli studi biomatematici che, mediante i risultati ottenuti dai test in laboratorio, procederanno alla creazione di un modello per lo sviluppo della relazione tra uomo e ambiente.

Tali modelli aiuteranno anche a migliorare le conoscenze sull’assorbimento e sul trasporto di sostanze inquinanti, in modo da poter progredire verso un benessere generale nelle zone interessate al progetto, che è quindi molto ambizioso ed avrà bisogno del sostegno dei cittadini affinché si possa raggiungere un giusto equilibrio tra uomo e natura.

Non basta curare, bisogna prevenire.

 

Riccardo Crisafulli IV D BA

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