Un intatto tesoro vecchio di 2500 anni

Sono state ritrovate nel mar Nero 60 navi che risalgono a 2500 anni fa.

Si tratta di un cimitero di circa 60 imbarcazioni bizantine, romane e ottomane. La nave più antica, fra quelle rinvenute, risale al periodo dell’Impero Romano. La scoperta si deve ai membri del MAP, il Black Sea Project guidato dal centro di Archeologia marittima dell’università di Southampton e finanziato dall’ EEF

Il team di ricerca che si è imbattuto in questo straordinario tesoro aveva ben altri obiettivi: era partito inizialmente con l’intento compiere indagini di natura geofisica che potessero permettere di misurare i cambiamenti climatici.

Improvvisamente, tra le profondità marine in cui i membri dell’equipaggio erano immersi, guidati da avanzatissime tecnologie, hanno compiuto un’inestimabile scoperta archeologica.

Ed Parker, ceo del progetto, dichiara “queste imbarcazioni non si sono mai viste prima, solo, forse, in certi mosaici. Sembrava di essere in un film.”

Il ritrovamento è di enorme portata e di straordinario valore documentario poiché queste navi sono state ritrovate perfettamente intatte dopo più due millenni. C’è una spiegazione scientifica a tutto ciò: la perfetta conservazione è il risultato delle condizioni straordinarie in cui si sono trovate le navi: pochissima luce e  anossia.

Per anossia si intende la diminuzione o totale mancanza di ossigeno molecolare o ossigeno biatomico O2, questa condizione è generalmente osservabile in aree marine o di acqua dolce che hanno scambi d’acqua limitati.

All’ossigeno viene impedito di raggiungere livelli maggiori di profondità a causa di una barriera fisica oppure per una pronunciata stratificazione di densità.

le condizioni anossiche si creeranno se il tasso di ossidazione della materia organica provocato dai batteri è più alto del rifornimento di ossigeno disciolto.

Le acque anossiche sono un fenomeno naturale. Quando l’ossigeno è esaurito i batteri si dirigono verso il secondo accettore di elettroni che nelle acque marine è il nitrato

Si verifica, dunque, la denitrificazione e il nitrato verrà consumato rapidamente, i batteri si rivolgeranno alla riduzione del solfato. Nel caso in cui l’acqua del mare anossica diventa di nuovo ossigenata, i solfuri verranno ossidati a solfati secondo la reazione HS +2O2=HSO4.

Grazie a questo fenomeno, dunque, alberi maestri, stive piene di anfore, timoni e altri reperti saranno, ora, oggetto di studi.

Si tratta di una scoperta archeologica marina più clamorosa degli ultimi decenni. I ricercatori hanno deciso di non divulgare l’esatta posizione del luogo per motivi di sicurezza.

John Adams, direttore del progetto, è convinto che questa scoperta potrà delineare a fondo le storie navali di molte civiltà.

Inoltre, in attesa di nuove informazioni, il canale inglese BBC girerà presto un documentario per divulgare questa magnifica notizia del campo archeologico marino.

Riccardo Crisafulli 4 D BA

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