Alla media Gallo, Video-conferenza con i ricercatori dell’Antartide

Martedì 9 maggio 2017 alcune classi della scuola Gallo si sono recate nell’auditorium del plesso per partecipare ad una video conferenza con gli studiosi italiani in spedizione in Antartide (Polo Sud).

Questi appassionati fanno parte della troupe “ItaliAntartide” che consiste in un gruppo di numerosi scienziati provenienti da tutto il mondo e affascinati dai grandi spazi .

Questa internazionalità è soprattutto utile per lo scambio culturale e per entrare in contatto con altre lingue e tradizioni finora poco o per nulla conosciute.

Abbiamo avuto questa fantastica opportunità grazie alla parentela di un’alunna con uno degli studiosi italiani.

E’ sicuramente un’occasione imperdibile per noi giovani, ma anche per i docenti, per poter immaginare, anche solo minimamente,  come sarebbe per noi la vita ai Poli.

Bisogna pensare che questi studiosi e appassionati vedono le loro spedizioni come occasioni uniche di conoscenza tanto che, una di loro, nella video conferenza ha dichiarato di aver vissuto in un anno in entrambi i Poli (Nord e Sud); esperienza che solo pochi studiosi nel mondo si sono potuti permettere di vivere.

Missione a dir poco coraggiosa perchè, nel vivere ed affrontare un’esperienza simile bisogna essere consapevoli dei pericoli e di tutto ciò che è diverso dalla nostra vita ordinaria.

I vari studiosi, di tutti i campi, ci hanno fornito diverse informazioni:

In un anno solare hanno circa sei mesi di totale buio e altrettanti di luce.

La spiegazione di ciò è molto semplice: data l’inclinazione della Terra il Sole ha la capacità di raggiungere un Polo alla volta (data la loro posizione opposta) e lo spostamento della stella del Sole e del pianeta Luna è di circa 6 mesi; ecco come si ottiene un anno con caratteristiche divise in base alla divisione dei mesi.

Per uscire all’esterno della base necessitano di abbigliamento specifico e molto sofisticato che permetta loro di non avvertire il freddo.

L’abbigliamento presentato dai ricercatori è molto pesante, bisogna tenere conto del fatto che uno scarpone da neve raggiunge un peso di c.a. 2 Kg!

Per prima cosa i pantaloni, anch’essi molto pesanti, come tutto il resto  della tuta, raggiungono quasi la vita e possiedono delle bretelle per avere un sostegno maggiore, per evitare che caschino durante una ricerca all’aperto.

E non può mancare il giaccone da neve!

Non si presenta come quelli per dirigersi sulle piste da pattinaggio, ma presenta un cappuccio che copre uniformemente la testa lasciando liberi gli spazi necessari per evitare che la nuca si congeli.

Oltre ad indossare una giacca e dei pantaloni che insieme raggiungono tranquillamente i 10 Kg, utilizzano persino un passamontagna per evitare che il volto,  nello specifico le orecchie, le gote, ma soprattutto gli occhi, si raffreddino eccessivamente e si vengano coperti dalla brina (patina leggera di ghiaccio).

Per proteggere gli occhi, organi importantissimi dell’essere umano, gli studiosi si servono di speciali occhiali oscurati per far sì che col vento e la brina  non si procurino irritazioni o congiuntiviti e che la luce abbagliante prodotta nel periodo di giorno sia dalla stella che dalla neve non li accechi (funzione molto simile a quella dei comunissimi occhiali da sole).

Nei giorni lavorativi di un’ordinaria settimana organizzano una routine con dei turni ben determinati perchè, avendo 24h su 24 o la luce o, al contrario, il buio si perde molto spesso la cognizione del tempo e, di conseguenza, ci si organizza con degli schemi e orari ben precisi di lavoro così da lavorare il tanto da non stancarsi troppo e da dormire a sufficienza per sostenere la lunga vita dell’Antartide.

Nel weekend la loro giornata si prospetta in modo del tutto differente rispetto agli altri giorni della settimana.

Per non annoiarsi alcune volte organizzano feste in maschera; per giocare utilizzano il biliardino, il tavolo da ping-pong, fanno esercizi di yoga ed altri tipi di svago e diletto.

Per noi, normali cittadini di un centro abitato queste attività potranno sembrare normalissime ma, per studiosi come loro, sono la loro unica occasione per non deprimersi per il fatto di avere a centinaia di Km i loro familiari.

Essi hanno dichiarato che, chi più e chi meno, sente la mancanza dei familiari ma sopprattutto del sole caldo, del mare e della pioggia.

Per gli studiosi ancora novizi è difficile adattarsi psicologicamente alla condizione di restare isolati dal resto del mondo solo per coltivare una passione e un profondo amore per il loro lavoro.

Differentemente dall’Europa, dove l’umidità media è pari al circa 60% dell’atmosfera; lì, invece, ha una percentuale molto ridotta per la spiegazione che l’acqua disponibile, a qualsiasi stato, viene congelata dalla stessa atmosfera così da creare un paesaggio non bagnato ma bensì ghiacciato.

L’alimentazione è alquanto differente rispetto alle nostre abituali abitudini.

Nonostante mangino i nostri stessi alimenti creano fra loro degli accoppiamenti talmente bizarri tanto che, talvolta viene fuori un piatto degno di avere delle stelle Michelin.

Nella media non mangiano mai oltre le 19 anche se il fuso-orario è del tutto diverso da quello europeo (Parigi) perchè le loro sette di sera coincidono con le nostre 12:30…quasi 7 ore di differenza.

Tale fuso-orario così sfalzato è dovuto alla lontananza dall’Antartide dall’Equatore e, di conseguenza, dai raggi ultravioletti più violenti della stella che non riescono a raggiungere i poli e tale temperatura è sicuramente dovuta anche a questo importante fattore.

Per compensare la mancanza di ossigeno i macchinari sono per loro a dir poco indispensabili.

Tramutano attraverso macchine colossali e complesse il ghiaccio in particelle per la produzione di ossigeno, indispensabile per la  respirazione e, di conseguenza per la vita.

Questi immensi macchinari funzionano grazie a delle batterie che rischiano di gelare e sabotare l’intero “mostro elettronico”.

Un oggetto elettronico da cui dipende la loro comunicazione è il walkie-talkie, una sorta di citofono che funziona anche senza fili che serve per compensare la mancanza di telefoni cellulari e di conseguenza Fibra Ottica e Linea telefonica.

In Antartide vivono numerosissimi animali, dai pinguini alle foche ma la domanda è. come riescono a reggere tali temperature?

Col passare dei secoli anche queste specie si sono evolute (un po’ come l’uomo nell’età della pietra) e si sono sempre di più adattate a questo clima.

Sicuramente l’adattamento è dovuto all’irrobustimento del manto (pelo) oppure all’aumento dell’impermeabilità dei pesci subacquei.

Purtroppo è un Continente che, come dal titolo, non è stato scoperto fino in fondo e gran parte della sua superficie (complessivamente del 50%  più grande rispetto alla superficie europea) è ancora da esaminare e, soprattutto, studiare.

Sicuramente saranno questi gli obiettivi degli studiosi e dei ricercatori di domani che si spingono in un’esperienza così spericolata anche solo per l’attaccamento che provano per una distesa di 14.000.000 di Km di solo ghiaccio e neve.

Sicuramente per potersi appassionare ad uno studio così “pericoloso” bisogna avere prima di tutto grande coraggio perchè, oltre al fatto che l’Antartide per valanghe e dissesti del ghiaccio sia uno dei continenti più rischiosi al mondo, i suoi abitanti non hanno modo di avere contatto fisico con gente proveniente da altre parti del mondo, se non dopo moltissimo tempo.

Sicuramente sarebbe un’evoluzione se la linea telefonica e la fibra ottica passassero alla stessa velocità del resto del mondo anche nei poli perchè, nonostante in alcuni paesi se ne abusi, lì sarebbe sicuramente un’ulteriore opportunità per contattare gente all’estero e divulgare il proprio lavoro e i traguardi raggiunti.

Sicuramente per avere un progresso simile servirebbero decine di anni per avere questi servizi alla stessa efficienza di cui ne usufruiscono tutti.

Come visto dai filmati e dalle video-conferenze è uno studio sicuramente molto faticoso che metterebbe alla prova la mente e il senso di solitudine di tutti ma, se presa la situazione di petto, può essere davvero un’esperienza unica da fare nella vita, anche prendendolo in considerazione come futuro lavorativo.

La video-conferenza tenutasi fra il centro studi ItaliAntartide e la nostra scuola è stata sicuramente un’occasione utile per dare ai ragazzi un primo approccio con le persone straniere, le lingue ma anche con le difficoltà, la solitudine e il lavoro scientifico altrui.

E’ sicuramente uno scopo principale perseguito dai giornalisti e dai divulgatori scientifici quello di appassionare  gli adolescenti di oggi che, un domani, potrebbero prendere il loro posto e vivere tali esperienze, trasmettendole come patrimonio anche ai giovani delle generazioni future.

Roberta Ruello, Federica e Martina Fluca 1A

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