INTERVISTA AL CAMPIONE DI MOTOCROSS GABRIELE OTERI

Gabriele Oteri frequenta la IV C MM dell’I.T.T. Majorana, ha 17 anni e vive a Venetico. La sua grande passione sin dall’età di 5 anni è praticare il “motocross”. Si innamora guardando i ragazzini in sella alle due ruote e da quel momento chiede insistentemente al padre di comprargli la moto. Essendo molto piccolo, all’inizio lo vive come un gioco, ma col passare del tempo e per le forti emozioni che gli suscita, capisce   che è l’unico sport da praticare.  Inizia a partecipare al campionato regionale siciliano e dopo duri e costanti allenamenti riesce a competere anche ai Campionati Italiano, Europeo e al Mondiale Junior.

Durante la sua carriera vince più volte i campionati regionali, il Trofeo del Sud, la Coppa dell’Avvenire (una gara singola dove partecipano i migliori piloti di tutte le regioni), sfiora la vittoria del campionato italiano a causa di un infortunio mentre si trova in testa.  Viene convocato per il mondiale junior e si distingue per aver mantenuto la prima posizione per diversi giri, purtroppo però è costretto a ritirarsi a causa di un problema meccanico. Ha ottenuto la vittoria di squadra in diversi trofei Italia-Francia con la maglia azzurra, il secondo posto alle selettive del campionato europeo e al trofeo delle Nazioni.

Dopo aver raccontato una parte della sua storia agonistica, ci rilascia una intervista rispondendo anche a domande sulla sua vita privata.

Come si vive da campione?

Ci tengo a precisare che non mi sento un campione e so che per diventarlo c’è ancora tanta strada da fare. La vita che vivo è uguale a quella di un ragazzo normale, forse un po’ più movimentata perchè viaggio spesso ed è piena di sacrifici.

È difficile conciliare la scuola con lo sport?

Non è affatto facile conciliare la scuola con lo sport specialmente se lo si pratica a certi livelli. Tante volte mi è capitato di studiare in viaggio, soprattutto in occasione delle lunghe trasferte per le tappe del campionato europeo, come in Inghilterra e in Spagna, che mi hanno costretto ad assentarmi da scuola per molti giorni consecutivi.

La Sicilia ha le strutture idonee per poter praticare il tuo sport?

Penso che la Sicilia sia una delle regioni meno idonee per praticare questo sport, poiché ci sono poche strutture rispetto al Nord, ma ciò che manca principalmente è la mentalità di sostenere questa disciplina.

Quanti sacrifici ha affrontato la tua famiglia per seguirti in questa meravigliosa avventura?

I sacrifici che occorrono per affrontare questa avventura sono davvero molteplici e coinvolgono tutta la famiglia, dai miei genitori a mia sorella, fino ad arrivare agli zii e ai cugini. Posso ritenermi fortunato perchè ho una famiglia unita e ogni singolo componente di essa, nel suo piccolo, fa di tutto per aiutarmi. La vita da pilota di motocross, come qualsiasi altra da sportivo, è piena di sacrifici. Tante volte ho dovuto rinunciare a gite, a trascorrere del tempo con gli amici e molto altro per via degli impegni sportivi. Sono tante le rinunce anche dal punto di vista economico, mi piacerebbe fare e avere tante cose ma capisco che c’è già un notevole dispendio di denaro. Fortunatamente faccio parte di un team che mi fornisce le moto e tutto il necessario per correre ma, vivendo al Sud, le trasferte per raggiungere le piste sono molto costose.

Nel tuo futuro pensi di rimanere nel mondo dello sport?

Immagino il mio futuro nel mondo delle due ruote e spero di poter far diventare il motocross la mia professione, anche se mi rendo conto che non è affatto facile.

Che cosa provoca dentro di te il rombo del motore?

Quando sento accendersi la moto, dentro di me scatta qualcosa…un misto di adrenalina, grinta, spirito competitivo e voglia di sfida. Tanto basta per ristorarmi da tutte le fatiche e i sacrifici che tutto ad un tratto non pesano più.

Qual è stato il podio più importante su cui sei salito?

Il podio più importante sui cui sono salito è stato al campionato europeo e al “trofeo delle Nazioni” che consiste in una gara a squadre in cui ogni Nazione presenta i suoi migliori piloti. In entrambe le gare abbiamo ottenuto il 2° posto a pari punti con i vincitori.

Quale sarebbe la vittoria che vorresti ottenere?

La più grande vittoria per me sarebbe partecipare a tutto il campionato mondiale.

Che cosa consiglieresti ad un ragazzino che vorrebbe iniziare il tuo percorso?

Come ho già detto, praticare questo sport non è semplice, soprattutto qui al Sud, perchè è difficile trovare chi ti da i giusti consigli per migliorare, cosa che succede invece al nord dove i bambini che si avviano a questo sport, sono seguiti fin da piccoli da tecnici preparati e da ex piloti di un certo livello. Io, invece, ho dovuto imparare guardando girare gli altri; poi ho avuto la fortuna di correre per la “maglia azzurra” (la nazionale di calcio per il motocross) dove ho potuto imparare molto. I consigli che posso dare a un ragazzino sono principalmente di divertirsi durante le gare e gli allenamenti, di avere un sano spirito di competizione, di ascoltare e di mettere in pratica i consigli che gli vengono dati, impegnandosi sempre, senza mai mollare…prima o poi, dopo tanto duro lavoro, le soddisfazioni arriveranno.

Ci sveli una novità riguardante il tuo prossimo anno sulle due ruote?

Per il prossimo anno è ancora tutto da decidere, posso però già dire che parteciperò al campionato italiano, agli internazionali di supermarecross e probabilmente al campionato europeo.

ERIKA LISA III B EN

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