Legalità: un piccolo gesto e un grande sacrificio.

La commemorazione del 17 febbraio scorso del carabiniere filippese Fortunato Arena, ucciso in servizio in quell’anno drammatico e funesto dell’attacco allo Stato da parte della mafia che fu il 1992, è diventata occasione per gli alunni dell’I.C. “E. Fermi” di San Filippo del Mela di riflessione sul significato della Legalità.

 

Sentiamo quotidianamente parlare di legalità, un concetto così semplice, che nasce dalla voglia di costruire e mantenere un mondo migliore. Ci piacerebbe pensare che una certa tendenza al rispetto della legge e a quello che questa prescrive sia propria di tutti noi, ma, purtroppo, non è così. Basta guardare il telegiornale o scorrere le notizie sui social che ci si imbatte su casi davvero sconcertanti come fatti di camorra, di mafia, di femminicidi, fino ai casi di bullismo a scuola. Questo mi fa pensare che oggi il senso civico manchi già da quando si è giovani e alle prime esperienze dei rapporti umani… Il comportamento di ogni persona, facente parte di una collettività, deve dunque attenersi alle regole dettate dalla legge, anche se queste vanno al di là di ciò che per noi può essere giusto o sbagliato. La Sicilia, terra in cui sono nata, è piena di storie riguardanti fatti di cronaca importanti che hanno visto protagonisti uomini coraggiosi, che hanno dato la propria vita mettendosi al servizio dello Stato e della legalità. Tra tanti ricordiamo Fortunato Arena, che nel 1992, insieme al suo collega è stato ucciso senza pietà durante un normale controllo ad un posto di blocco, da due spietati killer che hanno aperto il fuoco sui due carabinieri.

Fortunato era nato a San Filippo del Mela ed aveva appena 23 anni.

Gaia Bartuccio III D

 

FORTUNATO ARENA: L’ULTIMO SPARO

 

La vita non è sempre giusta con tutti: infatti, come ben si sa, sono sempre i migliori ad andarsene. È come nel caso di Fortunato Arena, un giovane e coraggioso carabiniere di San Filippo del Mela, ucciso il 12 febbraio 1992 a Pontecagnano Faiano da alcuni malviventi armati di mitra, durante un servizio di controllo, insieme al collega Claudio Pezzuto. Per questo suo gesto entrambi sono stati premiati con la medaglia d’oro al valore militare. Fortunato è un esempio vero e proprio di legalità, che spesso associamo ai Carabinieri e alla Polizia. In realtà essa riguarda tutte le persone che, anche facendo un piccolo gesto, come arrivare in orario a lavoro o aiutare chi ne ha bisogno, rispettano le leggi. Purtroppo, ci sono varie organizzazioni malavitose che, per i loro interessi illeciti, ostacolano la legalità. La nostra terra, la Sicilia, da anni lotta contro la mafia ma, per far sì che essa possa essere eliminata, bisogna lavorarci tanto.

“La Sicilia è scomoda

ma viverla è possibile

con orgoglio antico e altero.

C’è chi crede che questa terra possa crescere

e diventare moderna, civile

ed economicamente evoluta,

senza perdere, però,

le sue suggestioni,

il suo fascino, la sua cultura.

 C’è chi lavora perché ciò accada …”

 (Leonardo Sciascia)

Lucrezia Salvia

III D  I.C. San Filippo del Mela- Scuola Secondaria di I grado

Due momenti della commemorazione di Fortunato Arena, tenutasi il 17 febbraio scorso presso la chiesa dell’Immacolata di Olivarella, alla presenza di autorità locali, parenti, ex colleghi del carabiniere Fortunato Arena e gli alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di primo grado “E. Fermi”.

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