Malala, il coraggio di essere donna

Non sono bastate le pallottole a far tacere Malala, anzi, lei continua a lottare affinché l’istruzione sia un diritto per tutti, ma soprattutto per le donne.

Nel 2012 il Pakistan è stato assediato dai talebani, la loro legge non permetteva alle donne di ridere, di parlare, di camminare con i tacchi alti, di esistere. La donna, solo perché nata donna, non aveva nessun diritto, non poteva nemmeno testimoniare perché la sua parola non contava nulla. In mezzo a tutto questo “scempio” di diritti negati si erge una ragazzina, o meglio una bambina, ma con le idee chiare, Malala.

Prima dell’assedio lei e le sue amiche andavano a scuola, imparavano l’inglese e la loro lingua, si divertivano e si scambiavano consigli. Poi cambiò tutto, i vetri della scuola furono oscurati, ma soprattutto venne proibito alle donne di andare a scuola, perché una donna istruita, secondo i talebani, è pericolosa. Malala, nonostante i pericoli, non si è arresa. Organizzò congressi per far capire che non si può sempre tacere che vivere è un diritto di tutti senza distinzione di sesso.

Non aveva paura e al suo nemico avrebbe voluto parlargli, fargli comprendere che sbagliava.  Proprio per questo fu vittima innocente dei talebani; una mattina, mentre andava a scuola, l’autobus si fermò e un uomo senza esitare salì e le sparò tre colpi. Dopo un intervento durato moltissime ore, si salvò e nel 2014 il suo coraggio fu ricompensato, le assegnarono il premio Nobel per la pace.

Nel suo discorso tenuto alle Nazione Unite parlò di diritti umani e di libri al posto delle armi. La vita delle donne orientali senza dubbio è dura, anche perché la mancata istruzione porta alla sottomissione della parte più debole, per cui le donne devono sottostare alla volontà di padri, fratelli, mariti violenti: bambine e giovani donne vendute, sfruttate che nessuna legge tutela, anzi la legge le condanna solo per il fatto di essere donna.

Anche le donne occidentali ogni giorno faticano per mantenere i diritti che hanno conquistato, certo ancora c’è molto da fare perché eliminare preconcetti e luoghi comuni nei riguardi del gentil sesso è difficoltoso.

Ogni donna deve avere il diritto di ridere alla vita, di sentirsi bella e apprezzata su un paio di tacchi e non essere presa per una poco di buono. Ogni donna deve avere il diritto di sedersi in piazza e leggere il suo romanzo preferito. Ogni donna, in qualsiasi latitudine del mondo, deve avere il diritto di andare a scuola. E’ ciò per cui  lottano Malala e tante altre donne che non hanno paura!

ERIKA CASSATA  

CLASSE III C  ISTITUTO SECONDARIO DI PRIMO GRADO “ E.FERMI” SAN FILIPPO DEL MELA

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