La cultura dell’accoglienza al “Majorana” di Milazzo

Il 19 Dicembre l’Aula Magna dell’I.T.T.” Ettore Majorana di Milazzo” ha ancora una volta ospitato un evento che ha offerto spunti di profonda riflessione a tutti gli alunni delle classi quinte dell’Istituto.

Gli studenti hanno infatti assistito alla proiezione del cortometraggio del regista Nasitano Francesco Lama, dal titolo “Un Natale clandestino”; protagonisti del filmato sono due personaggi che, nell’immaginario collettivo, rappresentano l’emblema del bisogno e della solitudine: un anziano signore e un giovane immigrato. I due si incontrano nella Notte di Natale e scoprono quanto sia importante anche il semplice contatto umano tra due individui che necessitano di conforto e consolazione.

Ma la mattinata non ha offerto soltanto questo spunto di riflessione: l’evento ha visto l’intervento del Luogotenente Cusumano del Reparto Supporto Navale di Messina e il Comandante della Capitaneria di Milazzo, Fabio Rottino, i quali hanno arricchito l’incontro con informazioni e testimonianze molto toccanti sull’argomento “immigrazione”.

Abbiamo infatti avuto dalle loro parole tutti i dettagli sui salvataggi in mare da parte della Marina Militare, salvataggi che vedono in primo piano il coraggio di questi uomini che rischiano la propria vita per salvare quella degli altri, nella consapevolezza che coloro che si imbarcano verso le coste italiane sono spinti dalla necessità di fuggire da guerre, fame e persecuzioni.
Una giornata all’insegna dell’amore per il prossimo, proiettata ad una sensibilizzazione verso un tema tanto delicato, per cui l’immigrazione diviene anche fonte di arricchimento culturale ed emotivo.
L’immigrazione rappresenta infatti una delle tematiche più scottanti dell’ultimo periodo, caratterizzata da opinioni del tutto opposte tra loro; c’è chi si rifiuta di accettare queste persone all’interno del nostro Paese, attribuendo loro la responsabilità della delinquenza in Italia e chi arriva persino ad accoglierli dentro la propria casa.
A conti fatti però l’atteggiamento dominante è quello del pregiudizio e la cattiveria in larga scala, dimenticandosi che si tratta di fuggitivi, vittime di guerra e miseria; perché non offrire loro una seconda chance?
Continuamente, clandestini in preda alla disperazione, provenienti da vari paesi, soprattutto dall’Africa Nera, dalla Libia e Tunisia, si cimentano in viaggi infiniti avventurandosi su decrepite imbarcazioni che li porteranno verso quella che credono sia la salvezza. Rischiano la propria vita al fine di offrire un futuro migliore ai propri figli, cresciuti fino ad allora tra fame, armi e sangue.
Secondo i dati Unhcr nel 2016 sono sbarcate in Europa 349.825 persone, di cui 172.444 in Italia ed il resto in Grecia; la tragica conta delle vittime della traversata del Mediterraneo ammonta a 4.699 migranti.

Il nostro Paese è dotato di numerosi centri di accoglienza e di integrazione per tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste, per renderli parte integrante del nostro mondo; al contrario di molti altri Paesi che hanno deciso di chiudere le frontiere in vista degli ultimi avvenimenti di cronaca, avvenimenti  che portano ad associare gli immigrati al terrorismo.
E’ concesso il timore o l’insicurezza verso ciò che rappresenta qualcosa di ignoto, di sconosciuto.. ma dobbiamo vincere la parte irrazionale che cerca di sopraffare quella che spinge all’apertura e all’accoglienza.
Come disse Martin Luther King “Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli.”
Aurora Di Salvo V C BS

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