Classici e musica d’autore in due teatri greci di Sicilia. (da ansa.it)

ansa.itdi Ida Bini

Danno vita agli anfiteatri d’epoca ellenica di Taormina e Tindari

I teatri a forma di conchiglia costruiti con la pietra su declivi panoramici sono tra le testimonianze più belle del dominio dei Greci in Sicilia. Li costruirono gli architetti ellenici più di 2.500 anni fa su pendii davanti a un mare ammaliante, dove lo sguardo catturava tutto l’orizzonte. Avevano un’ottima acustica e macchine per effetti speciali che mettevano in scena i grandi temi dell’uomo: amore, tradimenti e giustizia. A partire dagli anni Cinquanta molti di quei suggestivi teatri sono stati recuperati, restaurati e aperti al pubblico: oggi accolgono ancora nella stessa atmosfera suggestiva le rappresentazioni di quei temi, ormai classici, di testi intramontabili: da Edipo a Prometeo, dall’Iliade ad Agamennone.

Il primo a essere recuperato è stato il teatro di Tindari, che proprio quest’anno festeggia i 60 anni di vita moderna con una ricca rassegna di spettacoli. Dal 6 al 27 agosto si potrà assistere a numerose opere prime e ad attese rappresentazioni; tra le più interessanti ci sono: Miles Gloriosus di Plauto con Edoardo Siravo che va in scena all’apertura del Festival; Gabriele Lavia legge Edipo Re di Sofocle in programma il 13 agosto, quando alle 5 del mattino, in occasione del tradizionale appuntamento con l’Alba a Tindari, il critico Vittorio Sgarbi svelerà, a modo suo, il pittore Antonello da Messina. Il 18 e il 25 agosto vanno in scena rispettivamente l’Iliade di Alessandro Baricco con Blas Roca Rey e Le Troiane di Seneca con Cinzia Maccagnano e Paola Lorenzoni. Il Festival celebrativo si chiuderà con la rappresentazione dell’Aiace di Sofocle per la regia di Michele Stilo.
Tindari, conosciuta anche per il santuario dedicato alla Madonna Nera, duemila anni fa era una città ricca e fiorente: gli scavi, infatti, hanno messo in luce case, strade e botteghe di un intero quartiere romano su più livelli, una basilica e un teatro, le cui gradinate potevano accogliere 3mila spettatori davanti a un panorama impareggiabile. Ancora oggi il teatro di Tindari è in grado di regalare a ogni spettatore la magica sensazione di assistere a spettacoli intramontabili davanti a un paesaggio unico, di grande impatto, che si allunga nel Tirreno con vista sulle Eolie, sulla costa siciliana e su quella calabrese.

Non solo opere classiche, invece, quelle a cui si assiste nel magnifico teatro greco di Taormina, davanti a una delle baie più famose al mondo. Qui, con l’Etna sullo sfondo, si svolgono ogni estate opere liriche, balletti, musical, concerti e proiezioni cinematografiche. Anche quest’anno le proposte in cartellone sono tante e diversificate: dai concerti di Ezio Bosso e di Ludovico Einaudi, rispettivamente il 5 e il 7 agosto, al musical West Side Story in scena l’11 e il 13 agosto. E, ancora, i concerti rock e jazz degli Skunk Anansie e di Stefano Bollani e le opere liriche Tosca di Puccini il 4 e il 24 agosto e Cavalleria rusticana, in scena il 22 agosto.
Il festival di Taormina attira spettatori da tutto il mondo non solo per la qualità delle opere che propone ma anche per la bellezza paesaggistica e architettonica del suo teatro. Costruito nel III secolo a.C. in una splendida posizione panoramica, ha sempre avuto grandi apprezzamenti; tra tutti resta la testimonianza sentita di Wolfgang Goethe che nel 1787 affermò che non vi fosse al mondo una vista più bella di quella che si può ammirare dalla gradinata del teatro. In realtà oggi l’anfiteatro si presenta con alcune modifiche fatte durante la dominazione dei Romani, che lo adattarono a ospitare giochi acquatici e lo ampliarono fino a poter contenere 10mila spettatori. Restano la posizione e la magnifica acustica creata dagli architetti ellenici.

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