ALLA RICERCA DELLA LEGALITA’

Il 30 ottobre 2018, nell’ auditorium dell’istituto comprensivo Bastiano Genovese gli alunni della scuola secondaria hanno avuto l’opportunità, grazie all’ istituto che tiene in modo particolare al tema legalità e realizza ogni anno progetti di ogni tipo, di vedere il documentario sull’ omicidio del sindacalista Giuseppe Impastato, intitolato “Radio Aut” girato dal regista Francesco Millonzi.

La giornata è iniziata con il registra che ha accolto i ragazzi con canzoni di vario tipo, poi ha proiettato il documentario facendo anche degli interventi per approfondire le informazioni date dai testimoni che conoscevano Peppino.

LA STORIA DI PEPPINO

Giuseppe Impastato nasce a Cinisi il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa. Era un giornalista, sindacalista e attivista politico italiano vittima della mafia.

Durante la sua adolescenza ha molti conflitti con il padre mafioso che lo caccia di casa, e da lì lui avvia un’attività politica anti mafiosa.

Nel 1965 aderisce al Partito Socialista Italiano e fonda il giornalino “L’ idea socialista” che in un secondo momento sarà sequestrato.

Dal 1968 lotta contro coloro che volevano costruire la terza pista dell’aeroporto “Punta Raisi”.

Nel 1977 fonda a Terrasini una radio libera autofinanziata, “Radio Aut”, con la quale denuncia e prende in giro la mafia che agisce nei pressi di Cinisi e Terrasini. La trasmissione andava in onda ogni venerdì sera assieme a tre colleghi. Peppino metteva in atto “Onda Pazza a Mafiopoli” facendosi ascoltare dalla cittadinanza dei due paesi.

Nel 1978 si candida alle elezioni comunali nella lista di Democrazia Proletaria e il 14 maggio viene eletto con 260 voti di preferenza.

La notte tra l’8 maggio e il 9 maggio del 1978 verso le ore 00:30 muore, esplodendo sui binari della stazione di Cinisi.

All’inizio si pensava che fosse stato un attentato terroristico, ma poi si capì che c’era un piano dietro e quindi si trattò di un omicidio, che fu guidato da Gaetano Badalamenti, che solo dopo 24 anni fu condannato all’ergastolo.

Gaetano Badalamenti, nominato Don Tano, è stato un mafioso italiano legato a “Cosa Nostra”, fu il capo della cosca mafiosa di Cinisi e ha diretto anche un traffico di droga dal valore di 1,65 miliardi di dollari che aveva usato pizzerie come punto di distribuzione.

Il 10 maggio 1978 si svolgono i funerali di Peppino, il 9 maggio 1979 per commemorare l’anniversario della morte di Peppino viene organizzata la prima manifestazione nazionale contro la mafia, dove partecipano 2000 persone provenienti da tutta l’Italia.

Il 9 maggio 2010 la casa confiscata a Don Tano è stata affidata all’associazione Peppino Impastato per diventare un centro culturale. Ospita una biblioteca pubblica.

Nel centro si svolgono attività come quelle che caratterizzarono il “Circolo Musica e Cultura”, fondato da Impastato negli anni ’76 e ’77.

Giada Pino

Agnese Pino   II B

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