La mostra dedicata ad Andy Warhol

a 90 anni dalla nascita dell’artista rivoluzionario

Da pochi giorni, esattamente dal 3 ottobre scorso, ha aperto la mostra di Andy Warhol, al complesso del Vittoriano a Roma.

Fino al 3 febbraio saranno esposte 170 opere, che ripercorrono la vita artistica di Andy Warhol, a novant’anni dalla sua nascita. Si tratta di un allestimento suggestivo che si adatta allo stile di Warhol. Il percorso è visitabile in poche ore e si articola in cinque tappe: Icone, personaggi, volti noti e ignoti.

Oggetti-simbolo rappresentativi dell’America e della sua doppia faccia, dalla zuppa Campbell alla sedia elettrica. Musica, che conferma gli stretti rapporti di Warhol con il mondo musicale, la più popolare tra le arti. Star system che documenta i rapporti con il mondo della moda. Disegni, si trovano i primi disegni di accessori, la falce e il martello, fino ad arrivare ai volti. Polaroid e acetati, lo strumento più utilizzato, alla base dei suoi ritratti ovvero la macchina fotografica e in particolare la Polaroid, che “con un flash da 20 dollari faceva sembrare tutti 24enni”.

Warhol fu il centro della cultura newyorchese. Inoltre, i soggetti e i media che usa sono rappresentativi di un’epoca, della società in via di una trasformazione di massa, una società dei consumi che è ancora attuale. La mostra è una passeggiata tra i prodotti culturali, le icone e le tendenze degli anni ’60,’ 70 e ’80, della popular art statunitense.

Comune denominatore dell’Arte pop sono le dinamiche della vita moderna. La realtà urbana delle grandi metropoli è la sua base linguistica: la segnaletica, la pubblicità, i mass media e tutta l’iconografia della società dei consumi. Creò una vera e propria azienda: la Andy Warhol Enterprises, con il suo ufficio meglio conosciuto con il nome “The Factory”. Affermava: “Essere bravi negli affari è la forma d’arte più affascinante”.

Spesso i suoi personaggi provengono dalle forme artistiche e di comunicazione più popolari e rappresentative della nuova società di massa: la musica, il cinema ma anche la televisione. Oggetti comuni, prodotti presi dai supermercati che possono fare l’effetto di nature immobili: i barattoli di zuppa Campbell e le bottiglie di acqua Perrier e della Coca Cola fanno parte del suo repertorio, anche i soldi, la sedia elettrica, teschi, fiori dall’aspetto artificiale e altre immagini decisamente comuni e popolari come mucche e frutta. Manipolate da Warhol le immagini quotidiane acquistano di nuovo luce, riesce a consegnarle ancora una volta all’attenzione collettiva.

L’arte popolare di Warhol attinge principalmente dalla fotografia. Strumento più utilizzato alla base dei suoi ritratti. Per questo la sua pittura anche è “meccanica” e si serve principalmente della serigrafia. La forza espressiva del colore, usato in modo antinaturalistico, è data dall’inchiostro industriale, tipografico e fotografico.

Marica Genovese 3 C BS

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