10 luglio 1943: l’Operazione Husky in Sicilia cambiava per sempre la storia

Esattamente 75 anni fa ebbe inizio l’Operazione Husky, la prova generale dello sbarco in Normandia, avvenuto nel 1944 e rimasto più celebre con il nome di D Day.

Nell’ambito del secondo conflitto mondiale lo sbarco in Sicilia fu un evento fondamentale, rappresentò infatti la grande svolta della guerra.

L’invasione della Sicilia era necessaria per indebolire l’Asse Roma-Berlino, aprendo un nuovo fronte sul lato occidentale come era stato deciso a Casablanca qualche mese prima. Come porta d’ingresso era stata scelta l’Italia, che Churchill aveva definito “il ventre molle” dell’Asse.

Furono 180 mila gli uomini arrivati in 160 km di costa tra Licata e Siracusa per liberare la nostra Sicilia dalla dittatura del nazifascismo: in soli 39 giorni si arrivò all’obiettivo.
Le operazioni che seguirono lo sbarco non furono facili. Durante l’invasione si susseguirono battaglie durissime e la resistenza fu ardua. I britannici che avevano preso la strada di Catania dovettero affrontare una feroce resistenza mentre gli statunitensi si diressero verso Palermo.
La dimostrazione di forza fu pertanto impressionante: 600 carri armati, 14mila veicoli e 160mila uomini. La Sicilia venne invasa in 38 giorni e accelerò la resa dell’Italia che si concluse con l’armistizio di Cassibile l’8 settembre.

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Per il 75esimo anniversario dell’Operazione Husky, quest’anno dal 7 al 10 luglio numerose sono state le città siciliane che hanno ospitato eventi e organizzato mostre fotografiche e esposizione di mezzi bellici per ricordare questa pagina della storia che ha cambiato il destino degli italiani.

L’obiettivo orgogliosamente sottolineato dalle varie amministrazioni e istituzioni coinvolte è stato quello di voler educare alla cultura della pace e del rispetto attraverso la riproposizione della più devastante guerra della storia dell’umanità e, al contempo, porgere un doveroso e sentito omaggio alla memoria di quanti, quasi tutti giovani, persero la vita durante la campagna di Sicilia, soldati dei contrapposti eserciti, ma anche le tante vittime civili che solo raramente vengono ricordate.

 

 Franca Genovese

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