9 maggio, una data da non dimenticare

Esistono dei giorni difficili da dimenticare e il 9 maggio è uno di questi!

Un giorno particolare, che nel passato più volte è stato protagonista di fatti più o meno piacevoli che fanno parte della nostra storia, di quella italiana, ma anche di tutta l’umanità.

Tornando un pò indietro nel tempo, esattamente all’età medievale, a questa data si fa riferimento per ricordare la figura eroica di Giovanna D’arco, protagonista assoluta nella guerra dei Cent’anni che aveva visto contrapporsi le due forze militari più forti dell’epoca, l’Inghilterra e la Francia. La Pulcelle d’Orléans, cosi’ ricordata oggi dai francesi, si dice proprio che quel giorno abbia sconfitto le truppe inglesi che stavano assediando Orléans, permettendo dunque alla Francia di riassettarsi militarmente e vincere la battaglia, cosi come fu.

Qualche anno dopo, esattamente nel 1502, in questa stessa data Cristoforo Colombo con le sue tre caravelle, lasciò la Spagna per il suo quarto e ultimo viaggio nel Nuovo Mondo.

Nel frattempo i secoli trascorrono, l’Europa e il Mondo mutano, si formano i primi governi repubblicani, il popolo sente la necessità di libertà che non può essere associata alla parola monarchia e, allora, spesso si ricorre a violenza, guerre, che se non ci fossero state forse, anzi sicuramente, non saremmo qui oggi a parlare di democrazia e di diritti civili. E proprio in questo panorama di moti insurrezionali, il 9 Maggio assume una particolare importanza, perchè quel giorno del 1848 ma, anche e soprattutto, del 1849 Garibaldi e le sue truppe erano impegnate a liberare l’Italia, a combattere in nome dell’Italia. Una Nazione italiana ancora non c’è, non esiste, ancora un vero popolo italiano non esiste, però in Garibaldi e in coloro che combattevano con lui di sicuro c’era la voglia, l’aspirazione ad un qualcosa di quasi impossibile; lottare per una terra mai riconosciuta, una terra che gli altri si contendevano da sempre.

E allora ricordare anche quel giorno alla fine non è tanto errato, di sicuro non è stato il giorno dell’Unità, perchè li’ si dovrà attendere il 1861, però è una tappa, una delle tante che i nostri eroi hanno affrontato per farci avere tutto ciò di cui beneficiamo oggi.

Il 9 Maggio è anche il giorno in cui Benito Mussolini e Adolf Hitler, nel 1939 si incontrarono a Firenze per progettare quella che poi diverrà la massima catastrofe per numero di morti e feriti del XX secolo. Una strage irrazionale, spinta da idee folli che oggi appaiono a noi come incubi ma, in realtà, quelle pagine nere della storia sono state vissute. Innocenti, o per lo più colpevoli del fatto di essere nati nell’epoca sbagliata sono le vittime di quella guerra, che solo nel 1945 si concluderà.

E proprio il 9 maggio del 1945 in Europa con la sottoscrizione della resa tedesca la seconda guerra mondiale avrà al sua fine

E ancora, di nuovo quella data, a guerra finita però, è il 1946 quando Re Vittorio Emanuele III di Savoia abdica a favore di Umberto II, è il primo vero passo verso la Repubblica.

L’Italia del dopo-guerra è un paese povero, distrutto che nonostante  tutto riesce ad riprendersi politicamente, con una nuova costituzione che tutt’oggi è la nostra guida; economicamente, come dimenticare il boom degli anni ‘60, la nascita della radio,della TV, dei primi frigoriferi…..anche se forse i veri problemi nazionali erano ancora nascosti e, per farli emergere, dovremo attendere gli anni ‘70 e ‘80, quando organizzazioni sergrete e pericolose come le Brigate Rosse si renderanno protagonisti assoluti di una serie di omicidi come quello del politico, accademico e giurista italiano Aldo Moro.

Una figura di massimo rilievo per l’Italia democratica, che il 9 Maggio del 1978 fu trovata assasinata solo perchè i suoi ideali andavano oltre la mente malata di alcuni facinorosi, un concetto di libertà che forse ancora non poteva essere accettato ma, credo, anzi sono più che sicuro, che Moro qualcosa a questa Italia l’ha lasciata! Tutt’oggi si sente parlare di lui, delle lezioni che teneva all’università, dei suoi allievi che tanto lo stimavano e lo ricordano ancora come una figura eterna.

Come non ricordare ancora Peppino Impastato, che lo stesso giorno dell’assassinio di Moro e, quindi, sempre il 9 maggio, fu ritrovato morto in un “lontano” paese siciliano, Cinisi. Egli, a differenza di Moro, però, non era stato ucciso dalla Brigate Rosse, ma da un entità forse più pericolosa, che da anni era al comando dell’Isola. Eh si, si tratta proprio della Mafia, quella breve parola, che ha dentro di sè migliaia di morti, innocenti, che come Impastato volevano ribellarsi a quei canoni di vita sporca, vita criminale di cui l’Italia continuerà a macchiarsi fino alla fine degli anni ‘90.

Il 9 maggio è anche l’anniversario dell’Unione Europea, dato che proprio il 9 maggio 1950 per la prima volta comparve il concetto di Europa intesa come entità economica e politica. nella Dichiarazione Schuman.

Ed ancora il  9 maggio 1994 Nelson Mandela diventa il primo Presidente nero del Sudafrica, guidando la transizione dal vecchio regime di apartheid alla democrazia.
Data simbolo quindi e rievocativa di eventi importanti per l’evoluzione dell’umanità e del suo cammino di civiltà.

Giovanni Gambino, Antonio Scibilia IV A MM

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