I GIARDINI DI NINFA: tra sogno e realtà!

Da piccoli ci insegnano ad amare la natura, con tutte le sue particolarità e bellezze, a proteggerla e conservarla. A trattarla con rispetto senza mai disprezzarla poiché essa costituisce il mondo nel quale viviamo noi e vivranno le prossime generazioni.

Siamo tutti cresciuti con questa consapevolezza ed essa ci ricompensa ogni giorno con i suoi splendidi paesaggi, colline, mari, tramonti e giardini.

Ad ognuno di noi, in età infantile, sono state raccontate favole nelle quali venivano rappresentati magici personaggi che scorrazzavano lungo sentieri completamente verdi in luoghi circondati da alberi, cespugli, cascate, fiori stupendi, laghetti pieni di pesciolini, giostre di ogni genere, panchine dove riposare ed ascoltare senza alcun tipo di disturbo o pensiero negativo il silenzio della natura.

Un silenzio rassicurante e benevolo, che ci accoglie a braccia aperte in qualunque momento.

E tutti, a questo punto, avremmo voluto essere al posto dei protagonisti di quelle storie, scenario che abbiamo sempre pensato potesse restare solo nella grande stanza dove risiede l’immaginazione.

Oggi è possibile, invece, visitare un’oasi caratterizzata da un precario e delicato ambiente che si rifà proprio a quanto descritto poco prima!

Realizzata dalla famiglia Caetani sulle rovine della città medievale il Giardino di Ninfa, il cui nome deriva da un tempietto di epoca romana, dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle acque sorgive, costruito nei pressi dell’attuale giardino, è uno splendido esempio di poesia e architettura medievale che sorge ai piedi dei monti Lepini nella provincia di Latina.

Qui è possibile un tuffo in una realtà incontaminata dove molti scrittori, Virgina Woolf, Truman Capote, Ungaretti, Moravia, trovarono l’ispirazione per le loro creazioni e, per questo, viene anche definito un vero e proprio salotto letterario.

L’antica cittadina, dove oggi è presente l’oasi, attraversò una storia travagliata: spesso contesa da varie casate, venne più volte distrutta e ricostruita. Nel 1298 fu conquistata dalla famiglia Caetani e per qualche secolo contesa tra questi e i Borgia. Alla fine del 1300, tuttavia, essa incontrò la decadenza a causa soprattutto della malaria. Solo verso la fine dell’800 i Caetani ritornarono sui possedimenti: bonificarono le paludi, estirparono gran parte delle infestanti che ricoprivano i ruderi, piantarono i primi cipressi, lecci, faggi, rose in gran numero, e restaurarono alcune rovine, dando vita ad un giardino in stile anglosassone, dall’aspetto romantico e delicato, tipico di quegli anni.

Proprio grazie alle loro attività intraprese, il giardino cominciò ad acquisire quel fascino che oggi lo contraddistingue da qualsiasi altro: da allora la realizzazione del parco è stata guidata da sensibilità e sentimento, seguendo una via libera, spontanea, senza una geometria stabilita.

Oggi l’oasi si presenta come una pittoresca rovina ottocentesca con resti di un castello, palazzi, chiese e campanili medievali, il tutto abbracciato da una ricca vegetazione e dai ruscelli che sgorgano dal monte formando un laghetto.

Un luogo di cultura e bellezza e all’interno degli otto ettari è possibile incontrare oltre 1300 piante diverse, centinaia di magnolie decidue, camelie, agrifogli, betulle, iris palustri e una sensazionale varietà di aceri giapponesi, e in primavera ciliegi e meli ornamentali fioriscono in maniera spettacolare.

Molte varietà di rose rampicanti sono sostenute dalle rovine ed estendono i lunghi rami vigorosi sugli alberi. Le rose arbustive bordano il fiume, i ruscelli, i sentieri o formano aiuole.

Il clima particolarmente mite di Ninfa permette anche la coltivazione di piante tropicali come l’avocado, la gunnera manicata del Sud America e i banani. Vi sono anche molti arbusti piantati non solo per la loro bellezza ma anche perché offrono ospitalità alle numerose forme di animali presenti fra cui si evidenzia il folto gruppo dell’avifauna rappresentato da oltre 100 specie censite.

Per chiunque volesse addentrarsi nella sconfinata armonia di questo luogo, l’occasione si presenta tramite le visite guidate organizzate nel periodo primaverile ed estivo durante le quali sarà possibile apprendere la storia che ha portato alla costruzione degli edifici presenti all’interno dell’oasi e al contempo ammirare la flora e la fauna che gradualmente hanno reso questa località una delle mete più ambite di tutt’Italia.

Il luogo offre panorami di piacere, colma gli occhi di splendore e lascia ampio spazio all’immaginazione, quella di coloro che avranno la fortuna di ritrovarsi in una tangibile realtà spesso sognata e che dunque riporta l’animo degli adulti, ormai troppo presi dalle responsabilità, ad un’infanzia traboccante di fantasia e creatività.

Per un sito così interessante non sarà dunque un’unica fascia oraria a rendergli piena giustizia, così limpido e trasparente all’impatto con le prime luci del mattino ed altrettanto affascinante al calar della sera quando lo spettacolo che si innesca tra le sfumature del tramonto e le ombre trasmette qualcosa che va oltre il corso degli avvenimenti ed interagisce con la sfera emotiva.

E come diceva lo stesso Moravia “Dei sentimenti non è così facile liberarsi come delle idee: queste vanno e vengono ma i sentimenti rimangono.”

ENORA MAZZEO e  DALILA CUPPARI III C BS

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