L’immigrazione vissuta nelle scuole

Ultimamente il fenomeno dell’immigrazione ha modificato la composizione demografica del nostro Paese e ha avuto una rilevante ripercussione all’interno delle scuole. L’Italia sta diventando infatti sempre di più una società multietnica e ciò si nota soprattutto nella composizione delle nostre scuole e classi.

Principalmente negli asili e nelle scuole elementari, ma anche nelle scuole medie e superiori, è ormai frequente vedere ragazzini italiani a fianco di compagni stranieri. Questo fenomeno va considerato come la normalità, la conseguenza naturale all’evoluzione di una società inserita in un mondo globalizzato. Fino a qualche anno fa la cronaca italiana ci ha informato fin troppo frequentemente riguardo a casi di razzismo e discriminazione nelle scuole italiane. Sembra però che la tendenza sia cambiata negli ultimissimi anni.

È sorprendente ma piacevole osservare i bambini giocare con altri bambini di origine diversa dalla propria. Dovrebbe quindi far riflettere il fatto che il colore della pelle non conti per chi è più piccolo e non è influenzato dai pregiudizi imposti da un Paese che fa discriminazioni, come l’Italia di venti anni fa. Come è già accaduto negli Stati Uniti, o più tardi in nazioni europee quali Francia e Gran Bretagna, anche l’Italia è infatti destinata a diventare un paese composto da diverse etnie. Insegnare alla generazione futura il rispetto verso chi ha origini diverse dalle nostre è perciò importante quanto far capire che ormai si è tutti italiani. Per questo è fondamentale che la scuola, la base della nostra cultura, educhi e cresca i piccoli con gli stessi metodi, impartendo le stesse nozioni, considerando tutti gli alunni come italiani. Chi ha origini diverse dalle nostre ed è arrivato nel nostro Paese, mandando i figli nelle nostre scuole, facendoli crescere nella nostra società, ha fatto una scelta di vita che è naturale porti la famiglia verso lo stile di vita e di pensiero italiani. La strada verso una completa integrazione con persone di nazionalità diverse dalla nostra è però ancora lungo e difficile, ma questo perché la maggior parte delle persone emigrate è arrivata in Italia con una formazione scolastica e culturale già solida e diversa dalla nostra.

Quasi sicuramente, con la prossima generazione, le diversità di pensiero si appianeranno e quelli che oggi sono scolari, un domani saranno adulti sicuramente meno intolleranti di quelli attuali.

Gabriele Maggio

Classe III, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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