LA SOLITUDINE NEL MONDO MODERNO

Solo et pensoso i piú deserti campi

 vo mesurando a tardi passi et lenti,

 et gli occhi porto per fuggire intenti

ove vestigio human l’arena stampi.

Francesco Petrarca

La solitudine è una condizione umana che permette all’uomo di estraniarsi dalla realtà, di riflettere e di viaggiare nei pensieri senza che nessuno possa accedervi. È dunque una condizione necessaria al benessere di ogni individuo in quanto gli consente di dedicare un po’ di tempo a sé stesso per liberare la propria mente. Talvolta, però, può trasformarsi in un mezzo di isolamento e di sfogo divenendo legna che alimenta il fuoco della sofferenza, nel momento in cui subentra l’emarginazione sociale.

Nella società moderna è difficile parlare di solitudine poiché estraniarsi dalla realtà è ormai diventato quasi impossibile a causa dei social network e di tutti quei marchingegni creati dall’uomo che, pur inventati, con finalità positive, si trasformano in vere e proprie armi a doppio taglio.

Nonostante la solitudine sia una condizione indispensabile alla salute psicofisica umana, la mentalità del ventunesimo secolo, radicalmente cambiata, ha un po’ distorto questo concetto: infatti se fino a pochi decenni fa ognuno teneva per sé i propri sentimenti, oggi si fa a gara a chi posta più foto o storie su facebook o instagram, per fare sapere a tutti come si sente o cosa sta facendo, come in una lotteria in cui gli unici a perdere siamo noi annebbiati dall’illusione di un fugace premio di like e commenti.

Dove finisce allora quell’astrazione tanto imprescindibile quanto infingarda prima descritta?

Alla luce dei comportamenti della società odierna è possibile individuare tre forme di solitudine: una solitudine consapevole, scelta, voluta e necessaria; una solitudine inconsapevole dovuta principalmente ad un’emarginazione da parte di un gruppo nei confronti di un individuo, isolato per vari motivi; ed un’ultima forma di solitudine, subdola e mascherata da quella che viene definita “socializzazione”, nel vero senso della parola.

La prima delle tre rappresenta un fenomeno fisiologico che caratterizza l’uomo e che, dunque, va soddisfatto e non crea disagi interiori né rancori. Ben più grave è la seconda in quanto è una condizione che non viene compresa fino a quando non diviene evidente, cioè fin quando non crea un malessere nell’animo. Essendo un fatto involontario è importante capire il motivo per cui avviene e cercare di correggerlo.

L’ultima forma è quella dovuta principalmente all’azione dei social network sulla società. Inizialmente questi ultimi sono nati con l’intento di stimolare la socializzazione e la creazione di rapporti interpersonali ma, ormai, con l’uso spropositato che ne viene fatto, l’unico effetto che ne sta derivando è proprio quello opposto: una progressiva perdita del contatto umano, quindi una forma di solitudine.

Questi strumenti di “comunicazione” tendono a dare l’idea di una socializzazione tra persone, ma effettivamente non fanno altro che allontanarle: a chi non è mai capitato di vedere persone che messaggiano al cellulare anche se sono sedute accanto?

Questa mascherata solitudine spesso non è così considerata, poiché è celata dal web e non potrà mai essere ritenuta una minaccia dalla popolazione.

Il momento in cui ci renderemo conto di quanto stiamo diventando solitari con questa vita digitale sarà quando non si comunicherà più in una conversazione parlando ma solo scrivendo.

Arianna Torre III C BS

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