Olympe de Gouges e i diritti delle donne

Olympe de Gouges fu la donna che più di ogni altra incarnò gli ideali femminili della Rivoluzione francese e la loro tremenda dissoluzione. Nata in una famiglia di modeste origini, sposò un ricco mercante di Parigi e, rimasta presto vedova, mantenne sé e suo figlio scrivendo romanzi, testi teatrali e critiche politiche.

Olympe è infatti tra le prime a chiedere l’istituzione del divorzio, forse l’unico diritto delle donne sancito e mantenuto dalla Rivoluzione, e a fare della difesa dei diritti delle donne un compito che assolve con ardore. Rivolgendosi a Maria Antonietta, in particolare, redige la “Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina”, ricalcata dalla “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” del 1789, nella quale viene affermata l’uguaglianza dei diritti civili e politici tra i sessi e si insiste perché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che i pregiudizi le avevano sempre tolto. Secondo la drammaturga francese, infatti, la donna nasce libera e rimane uguale all’uomo per quanto riguarda i diritti, dunque ad essa andava riconosciuto anche il diritto di voto. Del resto “se la donna ha il diritto di salire al patibolo, deve ugualmente avere il diritto di salire sulla tribuna” diceva Olympe. Ma oggetto dei suoi scritti e delle sue battaglie per l’uguaglianza non interessavano solo la condizione femminile, ma anche i diritti dei lavoratori e dei neri delle colonie. Dal 1778 aveva iniziato a scrivere commedie e quella più famosa fu l’ “Esclavage des Noirs”, pubblicata nel 1792. Questa, insieme ad un’altra intitolata le “Marchè des Noirs”, le permisero di farsi ammettere alla “Società degli amici neri”, mentre tra le altre attività, Olympe fu anche la promotrice di un sistema “welfare” formulando un sistema di protezione materna e infantile e creando e organizzando seminari nazionali per combattere la disoccupazione. Quando però il 30 ottobre del 1793 i Giacobini ottenevano la chiusura di tutti i club femminili, Olympe era già in carcere e attendeva l’esecuzione della condanna a morte con l’accusa di parteggiare per Luigi XVI e di essere dalla parte dei Girondini. Fu ghigliottinata il 3 novembre e gridò la sua fede nella Rivoluzione anche mentre la lama cadeva. Dopo la sua morte l’estremismo sanculotto trionfò e i diritti femminili vennero del tutto accantonati, nonostante il grande apporto che le donne avevano dato alla Rivoluzione tutta. A lungo dimenticata o denigrata, Marie Olympe de Gouges è stata solo recentemente rivalutata, studiata e discussa per la sua originalità, la sua indipendenza di spirito e i suoi scritti coraggiosi, esaltata oggi come una delle più belle figure intellettuali nel difficile percorso dell’emancipazione femminile e dell’uguaglianza di tutti davanti alla legge.

Melania Maggio

Classe II, Scuola Sec. di 1° grado “Foscolo” di Barcellona P.G.

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