Buoni propositi

 Anno nuovo, vita nuova

Da domani farò, andrò, sarò e così via, in un crescendo di promesse, progetti, intenzioni e speranze di un cambiamento che, con l’arrivo dell’anno nuovo, ci sembra finalmente possibile e dietro l’angolo.

L’arrivo dell’anno nuovo è certamente un pretesto a cui tutti forse inconsapevolmente ci aggrappiamo e, dopo aver passato più o meno rapidamente in rassegna, le cose buone e quelle meno buone che abbiamo fatto e ottenuto nell’anno appena salutato, ecco subito buttarci a capofitto in tanti buoni propositi. Un’agenda fitta di buoni propositi: dallo smettere di fumare, all’iscriversi in palestra, al cominciare una dieta, al leggere di più, al buttare via quello che non serve.

Fra i più giovani potrebbe esserci magari l’obiettivo di darci dentro nello studio o di cercare seriamente lavoro o sprecare meno tempo sui social.

Purtroppo, la stragrande maggioranza dei buoni propositi è destinata miseramente a fallire perché, come dicono gli psicologi, siamo più abitudinari di quanto pensiamo e le abitudini anche se negative ci forniscono dei confortevoli alibi.

Per vincere, sostengono gli esperti, bisogna moderare le ambizioni, mai porsene di esagerate e soprattutto concentrarsi e portarne a compimento una alla volta e mai porsi obiettivi il cui risultato dipende da altri. Anche mettere i propri obiettivi per iscritto e rileggerli periodicamente aiuta, così come dedicare qualche momento della giornata alla meditazione.

Fissare obiettivi realistici, da realizzare in poco tempo, con una forte motivazione e magari insieme a qualcuno aiuta a mantener fede agli impegni presi con se stessi.

Impegni e buoni propositi che, comunque e nonostante tutto, facciamo fatica ad onorare!

Forse perché a difettare è la forza di volontà, la reale disponibilità a fare cose che percepiamo come distanti? O a fare scelte che ci costringono a rinunciare a qualcosa?

I buoni propositi non richiedono sforzi immani ma una concreta dose di buona volontà da mettere in campo in qualsiasi momento. Determinante è capire quando sta scattando il momento giusto e accompagnare quella molla da cui deriva la riflessione.

La riflessione ci induce a fissare degli obiettivi, rivedere le nostre scelte e intenzioni per riequilibrarle, eventualmente.

Dalla riflessione scaturisce la nostra progettualità e i buoni propositi ne sono la naturale conseguenza.

L’importante, in questo desiderio di cambiamento, è sforzarsi per arrivare all’effetto dopamina ovvero l’entusiasmo dei primi risultati raggiunti ci porterà a conseguirne degli altri.

Per chi fallisce, l’importante è essere sinceri con se stessi e capirne i veri motivi, dopo di che c’è sempre la possibilità di ricominciare magari a settembre, il mese che secondo gli esperti è il più quotato insieme a gennaio per dare inizio ad una seconda vita!

Franca Genovese

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