Vecchi miti per una nuova realtà: la reinterpretazione di MA. CA.

Mata e Grifone

 L’artista messinese Emanuela Caruso, in arte Ma Ca, ha partecipato ad uno dei progetti per la riqualificazione urbana della città di Messina, il cui tema erano i miti messinesi. Lei ed altri artisti hanno dipinto le pensiline lungo tutta la linea del tram, che si snoda nel cuore della città.

La scelta di Manuela è caduta sul mito di Mata e Grifone. La leggenda è collocata nel X secolo, al tempo delle invasioni saracene in Sicilia. Mata era una nobile di Camaro, un quartiere della città, della quale si innamorò perdutamente Grifone, un gigantesco guerriero moro, arrivato dal mare. Egli ottenne il cuore di Mata solo dopo essersi convertito al cristianesimo ed insieme ebbero tantissimi figli, dai quali discenderebbero i Messinesi. Ogni anno, durante le celebrazioni per la festività dell’Assunta, la città rende onore ai suoi progenitori esponendo per alcuni giorni due gigantesche statue equestri di cartapesta che li rappresentano.

 

La colonna rotta della Trinacria

Narra la leggenda che la Sicilia poggia su tre colonne, due solide ed una, in corrispondenza di Capo Peloro, in procinto di rompersi. Se ne accorse il mitico Colapesce, pescatore ed abile nuotatore, il quale, immersosi per recuperare un prezioso anello di Federico II (secondo altri, di Ruggero II), decise di sacrificarsi e di rimanere sott’acqua per sempre, per sorreggere la sua amata Sicilia.

Ma.ca. attualizza il mito di Mata e Grifone, calandolo nella realtà di una Messina che è punto di arrivo di molte persone in fuga attraverso il mare, in cerca di un futuro migliore.

I moderni Mata e Grifone sono dipinti di profilo, su due pensiline adiacenti, l’uno di fronte all’altra.

Dietro Mata ci sono una casa con la porta aperta ed un cuore anatomico, simboli dell’accoglienza verso lo straniero.  Grifone, dall’altra pensilina, ricambia lo sguardo della ragazza, mentre le lacrime solcano il suo volto. Le onde colorate, sulle quali il moro sembra galleggiare e che si riflettono negli occhi di Mata, rappresentano le diverse culture che si mescolano in un unico mare, la barchetta di carta che si intravede in un angolo vuole ricordare la fragilità del viaggio

In “Trinacria”, Ma.Ca. rappresenta l’allegoria della fragilità della nostra terra. Il quadro raffigura una donna scalza, sorretta da una stampella che regge con la mano destra e con un triangolo dorato nella mano sinistra. La testa della donna è circondata da un’aureola.

Il triangolo, che rappresenta la Sicilia, sacralizzata dall’aureola, è d’oro, perchè quest’isola è una terra di una bellezza straordinaria, ma è indebolita da tanti problemi, per cui il suo cammino è rallentato e reso difficile dal fatto di essere scalza e zoppa

La natura ha dato alla Sicilia tutta la bellezza di cui disponeva, ora tocca a noi preservarla, per poter continuare a viverci come in una perenne avventura.

Si ringrazia l’artista Manuela Caruso per aver messo gentilmente a disposizione il suo tempo e la sua opera per la realizzazione di questo articolo.

Classe 3A Scuola secondaria I Grado “G. La Pira”

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