La vita è una figata!

Come sarebbe la nostra vita se un giorno accadesse un evento in grado di sconvolgerla da cima a fondo? Noi, generazione perennemente impegnata nella ricerca della felicità, potremmo mai trovarla nella drammaticità di una situazione che ci vede protagonisti?

Ebbene sì, c’è chi è capace di cogliere la gioia in tutto ciò che ci circonda, negli aspetti quotidiani del nostro vivere e nei gesti più umili e spontanei, tralasciando, come si dovrebbe, le ricchezze materiali e scovando il buono persino nelle circostanze in cui esso sembra non presentarsi.

Questa è la storia di Beatrice Maria Vio, conosciuta da tutti con il diminutivo “Bebe”, ragazza dalle grandi aspirazioni sin da piccola, intrisa di amore nei confronti dello sport, carattere vivace e forte, tanto quanto la malattia con cui ha dovuto scontrarsi e dimostrare di essere ancor più tenace, sconfiggendola e portando con sé i segni di una guerra accanita, dalla quale ne è uscita come vittoriosa vincitrice.

Beatrice all’età di undici anni fu, infatti, colpita da una meningite fulminante, l’infezione si estese con una velocità disarmante e causò l’amputazione di tutti e quattro gli arti; dopo un periodo di convalescenza, riprese immediatamente gli studi e l’attività sportiva della scherma. Con grande dedizione riuscì a distinguersi non solo per la sua condizione fisica ma soprattutto per la raggiunta di considerevoli obiettivi e la vincita di medaglie importanti nel corso della sua carriera. È difatti divenuta una delle atlete paraolimpiche italiane più note ed influenti nonché la prima schermitrice in tutto il mondo a concorrere alle varie competizioni con ben quattro protesi artificiali.

Con ammirabile grinta e coraggio, è riuscita a tagliare il traguardo di uno dei suoi sogni più grandi, ovvero quello di gareggiare alle Paraolimpiadi di Rio De Janeiro, culminando la sua ascesa sportiva e incoronando il tutto con con la conquista della medaglia d’oro. Un’emozione inspiegabile, sfociata in un pianto di liberazione, appagatezza e soddisfazione, un viso così giovane che martoriato risplende di tanta felicità, dimostrandoci l’importanza di credere in noi stessi, di superare le nostre aspettative e soprattutto di fare delle nostre debolezze dei saldi punti di forza.

È così che Bebe Vio ha avuto la possibilità di riscattarsi dinanzi ad una vita che sembrava averle tolto tutte le condizioni necessarie per rivelarsi un’abile campionessa, mostrandosi al mondo non solo impugnando in mano una sciabola ma principalmente mettendo in risalto il carattere di cui si avvale per rendere le sue giornate ancor più meravigliose. Colei che ha imparato ad essere una grande donna sin da piccola, facendoci comprendere che è disabile solo chi si sente tale e non chi viene categorizzato con questo termine da una società che si mostra sempre più indifferente dinanzi a coloro che hanno bisogno di sostegno morale e aiuto fisico.

Proprio con questa consapevolezza, Beatrice si è cimentata nella conduzione di una sfumatura del programma televisivo “Domenica In”, che ha luogo su Rai 1, la domenica pomeriggio. All’interno di quest’ultima, la nostra Regina delle Paraolimpiadi, è riuscita difatti a ritagliarsi un piccolo spazio da dedicare alla messa in onda de “La vita è una figata”. Una sorta di incontro ricorrente attraverso cui Bebe Vio si propone non solo di intrattenere i suoi ascoltatori ma anzitutto di rivolgersi a tutti coloro che hanno perso le speranze, che si trovano in situazioni di difficoltà, incentivando la voglia di affrontare il mondo e liberarsi da quelle catene che spesso non ci permettono di spiccare il volo.

Uno stimolo, un sollecito ad incrementare le nostre pretese, aspirazioni e la nostra autostima, anche attraverso il racconto di ciò che è accaduto a lei e al dialogo che si instaura con i personaggi che ospita con amabile accoglienza nella sua dimora. Si propone, dunque, una conversazione scorrevole, in cui i temi trattati sono quelli della disabilità affrontati con la più totale naturalezza, l’ironia di coloro che ne portano le cicatrici con le quali hanno imparato a convivere, l’ottimismo di chi pensa che possa esserci un lato a nostro favore anche negli episodi più tragici e la capacità di sprigionare energia positiva ad ogni parola, gesto e sguardo apprendendo come fare tesoro di questo per esserne portatori sani.

La vita è bella perché è varia, imprevedibile, noiosa ed effervescente, buia e luminosa allo stesso tempo, bisogna perciò tenere sempre presente che come dice Paulo Coelho: “Se camminassimo solo nelle giornate di sole, non raggiungeremmo mai la nostra destinazione“, è questo l’animo con il quale bisogna predisporsi consapevoli che anche la pioggia e le strade tortuose contribuiscono alla formazione di quello che costituisce il nostro progetto di esistenza.

È proprio la gioia e questo apprezzamento della vita che traspare dalle telecamere, il sorriso e la furbizia negli occhi di Bebe, la spontaneità delle sue azioni e il desiderio di oltrepassare gli ostacoli, anche quelli che sembrano insormontabili, ricordandoci che la vita è davvero una figata pazzesca!

Dalila Cuppari 3CBS

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