Antonello Piccione: un nome prestigioso per un’opera-simbolo nel cuore di Milazzo

Nella serata di Giovedì 31 Agosto, il porto di Milazzo è stato teatro della  cerimonia di presentazione alla Città, dell’opera d’arte “Mylax” (grosso masso in greco, etimo di Milazzo) del Maestro orafo argentiere Antonello Piccione. Sulle note della Banda Municipale “Pietro Mascagni”, il Sindaco e l’Autore dell’Opera hanno dato luogo alla svelatura, seguita dagli interventi di presentazione che hanno evidenziato gli aspetti storico artistici e i riferimenti etimologici ed iconografici dell’opera. Parole di ringraziamento da parte del sindaco Formica anche nei riguardi di Franco Rizzo, docente presso l’ ITT Ettore Majorana, per il supporto dimostrato all’attuazione del progetto durante la sua attività di consigliere comunale.

Il monolite naturale, scolpito dal Maestro sino ad avere la forma adatta, accoglie un altorilievo in fusione di bronzo che rappresenta l’emblematico fregio che si staglia sulle mura del castello: uno scarabeo secondo alcuni, gli occhi di Milazzo secondo altri.

Un simbolo misterioso, il cui significato si perde nella notte dei tempi, connesso al sole e all’origine della vita. L’enigmatico rilievo in pietra lavica, voluto dai difensori della rocca nel tardo Medioevo, non è solo una decorazione per atterrire il nemico, ma costituisce un arcaico e complesso strumento astronomico, che segna il passare del tempo e scandisce l’avvento delle stagioni.

Il monumento così composto, rappresentando una opera d’arte contemporanea dalla forte valenza identitaria, arricchisce il decoro urbano e rappresenta un invito a scoprire le bellezze e i misteri dell’antica Città Murata.

La Redazione del L’Ettore ha intervistato Antonello Piccione: ecco di seguito la conversazione con il famoso orafo.

  • LEI E’ UN ORAFO MOLTO FAMOSO E LE SUE CREAZIONI UNICHE ED AUTENTICHE SI DISTINGUONO IN CAMPO NAZIONALE ED INTERNAZIONALE. COME NASCE QUESTA SUA GRANDE PASSIONE?

Non spetta a me esprimermi sulla mia fama, anche se il dato oggettivo dell’apprezzamento che riscuotono le mie creazioni mi riempie d’orgoglio. Sin da quando ero ragazzo ho sentito la necessità di esprimermi attraverso la pittura e la scultura, ed in seguito, con gli studi artistici presso l’Istituto Ernesto Basile di Messina nel ramo oreficeria, ho maturato il piacere di plasmare l’oro e l’argento e di vedere brillare le mie creazioni. Da venticinque anni Rita Rando, mia moglie, condivide la mia passione e il mio impegno lavorativo.

  • QUALE’ IL SUO SOGNO? CHE COSA VORREBBE SCOLPIRE E CHI VORREBBE CHE FOSSE IL SUO COMMITTENTE?

Un sogno che coltivo da tempo è di poter trasmettere la mia passione a giovani allievi che desiderano apprendere l’antica arte orafa. Nel contempo, ogni mia creazione è un sogno che si avvera, quindi non ho un desiderio in particolare, ma vivo con grande emozione ed entusiasmo ogni nuovo lavoro.

  • LA SICILIA E’ LA TERRA DEGLI ORI E DEGLI ARGENTI, DEI DIPINTI E DEI MOSAICI, DI UNA MOLTITUDINE DI PREZIOSI DA VALORIZZARE . COME PENSA CHE SI POTREBBE INTERVENIRE PER MIGLIORARE IL PATRIMONIO CULTURALE DELL’ISOLA?

Come giustamente ha osservato, la nostra Terra ha un patrimonio storico, artistico e culturale straordinario, che bisognerebbe semplicemente far conoscere meglio, perché sia più amato ed apprezzato.

  • A MILAZZO LEI E’STATO AUTORE DI UN’OPERA CHE RESTERA’ NELLA STORIA DELLA CITTA’. PENSA CHE SI POTREBBE FARE ALTRO?

Ho già in cantiere altri due progetti…

  • LA POLITICA E’ DISTANTE DALL’ARTE?

Quando la politica tradisce la sua missione originaria di servizio alla collettività si distanzia da tutto e quindi anche dall’arte. In questo caso, però, devo dire di aver avuto un valido sostegno da alcune persone, impegnate nella civica amministrazione, che hanno condiviso il mio progetto.

  • GLI ARTISTI ORAFI ITALIANI SONO CONSIDERATI I MIGLIORI DEL MONDO E, NONOSTANTE LA CRISI, CONTINUANO A PRIMEGGIARE NEI MERCATI ARABI E ASIATICI. COME GIUDICA LA PROFESSIONALITA’ DEGLI ITALIANI? CHE COSA SONO CAPACI DI SVILUPPARE IN QUESTO CAMPO CHE ALTRI NON SANNO FARE?

Quello che contraddistingue l’artigianato artistico Italiano è il buon gusto, lo stile, l’amore per le cose belle.

  • NEL MESSINESE CI SONO TALENTI CHE POTREBBERO LAVORARE CON SUCCESSO IN FUTURO?

Le opportunità ci sono: si tratta di un mestiere antico, che la creatività di ogni artista rende sempre nuovo. Io ho l’esempio dei miei figli che, pur avendo interessi e propensioni differenti, guardano con passione al mio lavoro.

La redazione

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