Santa Eustochia, Smeralda Calafato… la santa di Messina…

Secondo alcuni critici d’arte potrebbe essere proprio tale fanciulla dai tratti delicati, l’Annunciata o Annunziata, ritratta da Antonello da Messina. Ma chi era questa graziosa ragazza messinese? A Messina, nell’antica Chiesa monumentale del Monastero di Montevergine, in via XXIV Maggio, si trova esposto il Corpo di Santa Eustochia Smeralda che con la mano destra dalle dita contratte in atto di benedizione, veglia sulla città. Era discendente da una  ricca e nobile famiglia messinese, e nacque nel villaggio Annunziata, il 25 marzo 1434.

L’intera sua vita, fu costellata di miracoli,  ancora bambina, mostrò i segni della fede religiosa ed a soli undici anni fu promessa sposa dal padre ad un uomo adulto che morì.

Fu caparbia e lottò coi maschi della famiglia, i padre ed i fratelli, sconvolgendo tutti i loro progetti, che la volevano collocata  nel mondo brillante di allora. Si impose su tutti e  riuscì a vestire l’abito di S. Chiara nel Monastero di S. Maria di Basicò, retto dalla regola di S. Chiara.

Superò ostacoli di ogni genere, prima di poter ottenere dal Pontefice Callisto III, in data 20 ottobre 1457, una Bolla,  con la concessione di erigere un Monastero, unico in tutta la Sicilia e l’autorizzazione di potervisi trasferire con tre o quattro suore di sua scelta. Vi si trasferì con una consorella, nel mese di novembre l460, ma in seguito al crollo del tetto della chiesa e di parte del fabbricato, la Santa,  dovette trasferirsi, in una casa che le fu offerta da Bartolomeo Ansalone, nella località ove sorge l’attuale Monastero, e che, con l’acquisto di altre abitazioni adiacenti, formerà  un unico complesso, denominato Monte delle Vergini, e più propriamente, Monte della Vergine. Il 20 gennaio 1485, a mezzogiorno Smeralda muore.

Il Monastero di Montevergine,  fondato su progetto dell’architetto fiorentino Nicolò Francesco Maffei verso la fine del XVII secolo e ultimato dal figlio di questi Antonio,è l’unico Monastero di clausura rimasto nella Diocesi di Messina e qui il corpo della Santa Fondatrice è venerato da tanti  devoti, che si affidano alla Sua intercessione per ottenere grazie.

Le massime Autorità cittadine, ancora oggi, convengono nella Chiesa di Montevergine in occasione delle festività del 22 agosto di ogni anno, in adempimento di un antico voto del Senato Messinese, per rendere omaggio all’illustre Clarissa ed offrire 38 libbre di cera lavorata.  In tale occasione Montevergine ritorna a essere protagonista con tante iniziative diverse per trascorrere una o più giornate  all’insegna dell’arte, della musica, del rispetto dell’ambiente, dei valori della natura con lunghe passeggiate.  Proprio il 22 agosto  il  corpo della santa   viene esposto alla venerazione dei fedeli. Alla Santa Smeralda Eustochia Calafato crescono ancora oggi i capelli e le unghie che Le vengono tagliati ogni anno in occasione delle celebrazioni in Suo onore. Alla sua protezione è legato uno dei miracoli della storia della Santa. Si racconta che nel 1615 Messina  fosse percossa,  da spaventose scosse di terremoto ed allora le Clarisse tolsero il Corpo della Santa all’oratorio, dove lo tenevano custodito, e lo sistemarono nel coro.

Mentre stavano per iniziare le orazioni della sera, il Corpo, schiuse improvvisamente le labbra, intonando il primo verso di un salmo dell’Ufficio, che le suore,  commosse, continuarono, tra le lacrime.  Come per miracolo appunto ,le scosse terminarono .

La santa fu canonizzata a Messina, l’11 giugno 1988, dal Papa San Giovanni Paolo II che la definì, “l’unica Santa in piedi”.

Nicole Sciotto

Classe II B Scuola media Garibaldi

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