Lavorare “non stanca “

La legge sull’autonomia del 1997 ha generato profonde trasformazioni nella scuola e nelle figure professionali che le gravitano intorno. La legge Bassanini sancisce infatti maggiore libertà per gli istituti scolastici nell’ambito delle scelte didattiche e amministrative, seppur nel rispetto delle direttive ministeriali.

Con il Piano dell’Offerta Formativa, gli istituti scolastici che possono ormai occuparsi di progettazione formativa e dell’aggiornamento culturale dei docenti, si pongono in una dimensione concorrenziale: i Presidi si trasformano in abili manager e i docenti, spesso e volentieri, in venditori di abilità e competenze.

Ma non sempre quello che una scuola promette e offre al “mercato” dell’istruzione corrisponde alla reale crescita e maturazione dei suoi studenti. Mi tornano in mente le parole di Mirandolina, la celebre “Locandiera” goldoniana, quando nel suo famoso monologo, afferma < mi piace l’arrosto e del fumo non so che farmene>.

Sì perché, da insegnante e da madre, non riesco a smettere di credere in una scuola di qualità, all’altezza delle esigenze sociali e delle richieste del mercato del lavoro. In questo momento, lo scenario che si pone dinanzi ai nostri occhi, ne evidenzia i meccanismi ostici per i nuovi arrivati, molto selettivi e alla ricerca di competenze specifiche.

Non a caso decido di utilizzare la parola “competenze”, perché è fuor di dubbio che nella società odierna prevalgano ormai automatismi ed esigenze tali da privilegiare il sapere fare al sapere.

Ed ecco la necessità di un’istruzione scientifica e tecnologica, di abilità informatiche, di gestione autonoma e consapevole di mezzi e strumenti accanto all’irrinunciabile cultura che sa generare, nelle giovani menti degli studenti, senso critico e capacità di discernimento.

Un Istituto Tecnico e Tecnologico come l’Ettore Majorana di Milazzo ha deciso di andare incontro alle rinnovate esigenze del mercato del lavoro, ha deciso di dare un contributo importante alla formazione di nuove ed efficienti figure professionali. La scuola si è ulteriormente dotata di avanguardistici laboratori che mirano per l’appunto all’acquisizione del saper fare.

Ma accanto ai laboratori delle materie tecniche fa capolino un altro tipo di laboratorio, quello che secondo la tradizione mirerebbe semplicemente a migliorare le competenze di scrittura. L’esperienza del giornalismo on line, però, può essere molto altro: è apprendere divertendosi, conoscere il mondo che ci circonda in tutte le sue sfaccettature; è vivere l’entusiasmo del “pezzo”, l’essere sul posto e dentro la notizia, sentirsi soddisfatti nell’essersi addentrati in questioni e problemi che magari fino al giorno prima si conoscevano solo superficialmente.

L’Ettore, il giornale on line del Majorana di Milazzo fa affidamento su una giovane redazione di ragazzi capaci e pieni di idee, volenterosi nel rapportarsi col mondo e che si lascia guidare e consigliare da docenti con il loro stesso entusiasmo e uguale voglia di imparare.

La “gioia di scrivere” che anima L’Ettore è tangibile e concreta: forse è per questo che la sua Redazione è stata premiata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti nell’ambito della XIV edizione del concorso “Fare il giornale nelle scuole”. Un concorso che mira ad avvicinare i ragazzi di tutta Italia al mondo dell’informazione e della comunicazione, sperimentando la passione e la solida formazione culturale alla base della professione giornalistica.

Un riconoscimento importante, che ci riempie di orgoglio dinanzi alla nostra testata on line, una “creatura” giovane che ha però saputo trasformare in linfa vitale l’entusiasmo di chi in essa e nella sua grandiosa valenza educativa ha sempre creduto.

E il messaggio che questo premio trasmette alla sua giovane redazione riesce ad andare oltre le competenze di scrittura. È un messaggio che va contro il pavesiano “lavorare stanca”, inno alla spensieratezza e al rifiuto di integrazione nel mondo delle responsabilità degli adulti. Si impara per l’appunto che il lavoro e l’impegno nel vedere crescere un sogno, la passione nel nutrirlo con la voglia di fare, alla fine vengono riconosciuti, ripagati e, in questo caso, premiati.

Una lezione per la vita: “il lavoro non stanca, paga”!

Anna Formica

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