Renzi: “Banda larga ovunque, al via in 224 città”

Il premier presenta il piano insieme all’Enel per internet ultra-veloce 224 città italiane in tre anni. Firenze, Genova, Napoli e Palermo le prime coinvolte. Accordo con Vodafone e Wind per l’offerta commerciale. Il liveblog della conferenza di Palazzo Chigi

ROMA – “Qui abbiamo i sindaci che rappresentano i territori che per primi usufruiranno di un progetto che Enel, insieme ad alcune importanti aziende private, andrà a realizzare in 224 città. Il tema è banda larga ovunque”. Con queste parole il premier Matteo Renzi ha presentato il progetto della banda larga portato avanti dalla società elettrica. E’ uno dei progetti su cui il Governo punta di più: realizzare una nuova rete per le comunicazioni via Internet. Una rete costruita sia dai privati (come sta già avvenendo, con capofila Telecom Italia), sia dal pubblico. Perché i privati hanno interesse soprattutto a coprire le aree del paese dove c’è più popolazione e quindi più domanda di collegamenti per portare nelle case e nelle imprese il servizio via banda larga, la rete a fibra ottica destinato a sostituire lo storico cavo di rame. Ma ci sono da coprire anche le aree meno densamente popolate, quelle che non a caso gli operatori chiamano “a fallimento di mercato”. Sulla banda larga “c’è un percorso strategico, per la prima volta. C’è un fondo dello Stato con 4,9 miliardi del Cipe, di cui 3,5 già stanziati, di cui 2,2 già andati alle aree ‘a non interesse di mercato'”, ha scandito Renzi.

Non a caso il premier si è presentato assieme all’amministratore delegato di Enel, Francesco Starace per lanciare il piano per la nuova infrastruttura, e ha difeso l’iniziativa del governo: “Ci dicono che è un rischio fare le opere. L’unico rischio che ha l’Italia è non sbloccare le opere pubbliche e private. Il nostro Paese può essere leader in tutto, ma l’unico problema che possiamo avere è non sbloccare le centinaia di opere pubbliche e private”, ha detto riferendosi alle questioni delle “ultime ore, da Bagnoli alle grandi opere strategiche”. L’ad della società elettrica ha specificato invece che le prime città interessate dal progetto saranno Firenze, Genova, Napoli e Palermo e che Enel è aperta un paio di partner finanziari, dopo l’estate.

Enel è fresca di accordo con i grandi operatori delle Tlc, Vodafone e Wind, per lo sviluppo commerciale dell’offerta sulla fibra ottica. Si tratta del collegamento ultra veloce che verrà portato fino alla maggioranza delle case (7,5 milioni) di 224 città italiane (32 milioni di italiani), entro tre anni. Un investimento che vale 2,5 miliardi di euro per Enel, attraverso la società Enel Open Fiber, costituita ad hoc a dicembre e guidata da Tommaso Pompei, con il quale andrà a puntare sulle zone A e B, vale a dire quelle in cui gli operatori possono farsi concorrenza perché il mercato è remunerativo.  Vivendi, azionista al 24,9% di Telecom, dopo le indiscrezioni e l’allarme dei sindacati su una possibile taglio della forza lavoro, precisa che il gruppo “è in Italia per sviluppare e investire nel lungo periodo e non per ridurre gli organici”. I sindacati temono che la concorrenza di Enel nell’infrastruttura di rete possa provocare, sui 30 mila occupati del settore, una riduzione per Telecom fino a 15 mila posti di lavoro. L’ex monopolista elettrico, approfittando della sostituzione di oltre 32 milioni di contatori in tutta Italia porterà la fibra ottica nelle case, per poi vendere il servizio agli operatori. Nelle aree economicamente più vantaggiose ci saranno così fino a tre reti concorrenti: Enel Open Fiber, Telecom e Fastweb. Nelle altre verrà indetta una gara sostenuta da incentivi cui Enel ha già detto che vuole partecipare. Basterà per colmare il ritardo accumulato negli anni passati con il resto d’Europa?

di Luca Pagni. – Repubblica.it/economia

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